Incidente in Irpinia: tragedia annunciata o solo una fatalità?

Incidente in Irpinia: tragedia annunciata o solo una fatalità?

La strage che si è consumata sul viadotto di Monteforte Irpino è la più grande tragedia della strada che l’Italia ricordi. Possiamo provare a immaginare il clima di festa che si respirava nel pullman. Le corse dei bambini lungo il corridoio dell’autobus, gli adulti seduti sui sedili dopo due giorni di relax tra Telese e Pietralcina. Poi l’improvviso sbandamento ad alta velocità, l’impatto contro una colonna di auto, le grida, il volo di trenta metri prima dello schianto che ha tolto la vita a 39 persone. Quello che doveva essere un viaggio di piacere si è trasformato in un weekend della morte.

@Armando Di Nardo

La scena più raccapricciante, che ha fatto subito il giro del web, resta quella dei corpi ricoperti da teli bianchi e messi in fila come manichini privi di vita. La Procura di Avellino ha già aperto un’inchiesta per omicidio plurimo colposo contro ignoti. Sarà però difficile districarsi nella ragnatela di responsabilità che emergono dalla vicenda. E’ di queste ore la notizia che il pullman dell’agenzia “Mondo Travel” di Giugliano avesse superato la revisione lo scorso marzo. Quindi resta da capire da cosa è nato il guasto dell’autoveicolo. C’è chi parla di un pneumatico bucato che avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo all’autista; chi, invece, di un problema ai freni.

Per risalire alla verità dei fatti, sarà quindi indispensabile l’ausilio della scatola nera recuperata in queste ore. La scatola permetterà di rimontare come in un puzzle dai tasselli confusi i momenti immediatamente precedenti all’impatto. Altrettanto fondamentale sarà la video-sequenza dell’incidente acquisita dalla magistratura dopo il sopralluogo di stamattina. Due videocamere installate lungo il viadotto avrebbero infatti ripreso tutta la scena.

Intanto, alcuni puntano già il dito contro gli addetti alla manutenzione dell’autostrada A16. Secondo alcuni testimoni che hanno assistito alla catastrofe, il guardrail si sarebbe piegato come burro al momento dell’impatto e non avrebbe ammortizzato l’urto del pullman. Secondo altri ancora, invece, la colpa è di un manto stradale scivoloso e di un viadotto che buca le montagne senza offrire sicurezza alle migliaia di autisti che lo attraversano ogni giorno.

Per ora troppi sono i contorni della vicenda avvolti nell’ombra. Non possiamo che restare in silenzio esprimendo la nostra vicinanza ai parenti delle vittime. I tempi della giustizia purtroppo saranno lunghi. I tempi del dolore, invece, sono tanti atroci quanto brevi.