La storia di Adam, quando l’amore vince sulla burocrazia

La storia di Adam, quando l’amore vince sulla burocrazia

GIUGLIANO – Arriva al Comune di Giugliano questa mattina il sedicenne polacco che da circa cinque mesi è ospite della mensa per i poveri della Parrocchia Sacra Famiglia di Lago Patria. Conoscono Adam Ostolsky da due anni, da quando sua madre, Sabina Szkodzinska classe ’72, è sparita, lasciando il minore con il suo compagno.


Un marocchino arrestato per spaccio di droga, detenuto in carcere per cinque anni. I volontari hanno preso a cuore la storia del ragazzo, offrendogli pasti quotidiani. Alcuni fedeli gli hanno assicurato un posto letto, trattandolo con amore. Padre Maurizio Granata si è preso cura di lui con la preghiera e con i sacramenti del battesimo e della prima comunione.

È alto Adam, di costituzione esile, carnagione nivea, capelli platino. I suoi occhi color ghiaccio brillano, sono lucidi, spaventati. Capisce tutto, parla perfettamente la lingua italiana. In realtà è italiano. È nato a Castel Volturno il 1° luglio del 1997. Forse c’era ancora suo padre Waldemar, classe ’59,  all’epoca della sua venuta al mondo. Ma non ha bei ricordi o forse non vuole ricordare. Studia qui. Gli unici documenti sono la certificazione di nascita, rilasciata il 23 aprile del 2013 dal Comune di Castel Volturno. Prima di quel momento Adam non aveva neanche questo. Solo e senza uno straccio di documento. Solo con la sua autocertificazione dell’iscrizione alla scuola elementare VIII Circolo del Lago Patria.

Prima di recarsi presso la sala del Sindaco di Giugliano, in attesa di parlare con il Viceprefetto Guetta, i tre volontari si sono presentati alla sede dei Servizi Sociali di via Palumbo per parlare con la responsabile Rosa Ariano. Secondo loro la Dottoressa sarebbe stata sgarbata. “Il Comune di Giugliano non ha soldi – riferiscono che avrebbe dichiarato Ariano – Se siete religiosi adottate voi il ragazzo”. 

La responsabile afferma di non essersi mai espressa in questi termini. “Ho spiegato alle persone che si sono presentate da me questa mattina di recarsi al Commissariato di Polizia, per avviare tutte le procedure per l’identificazione del minorenne”. 

Infatti, facendo luce sulla questione ha spiegato che nei casi di non identificazione di un minore non accompagnato e senza residenza, la legge n.149/2001 stabilisce che la competenza sia della Questura e della Prefettura, non del Comune di Giugliano. “A carico della casa comunale ci sono già venticinque minori per un importo complessivo di 650mila euro all’anno – dice la dottoressa – Non rientrano nel budget anche minori di appartenenza di altri territori”. 

Alla stessa legge fanno appello i volontari, secondo i quali il Comune di Giugliano dovrebbe prendersi cura del ragazzo.

“Prima di andare alla sede dei Servizi Sociali ci siamo rivolti alla Dottoressa Capuozzi, P.M. del tribunale di Napoli – dice la volontaria – Ci ha consigliato di presentarci ai Servizi Sociali per ribadire l’inserimento di Adam in una struttura per minori”.

Adam è senza residenza, non è identificato, è nessuno. Potrebbe non esistere ecco perché la prima procedura è dargli una identità. Il Viceprefetto Guetta ha mediato per i volontari, parlando con il Dott. Mannella del Commissariato di Polizia. Il caso del minore polacco ora è per il momento nelle mani dell’ispettore Iorio e del sovrintendente Tozzi. La sua vita inizia da oggi ad avere radici storiche.