Lavoro, ecco le novità alla Riforma Fornero: pause fra i contratti e incentivi per i giovani

Lavoro, ecco le novità alla Riforma Fornero: pause fra i contratti e incentivi per i giovani

ROMA – Ha solo un anno di età ed è già al suo primo lifting. Si presenta così il “pacchetto lavoro” del governo Letta che prevede una serie di modifiche alla riforma del Fornero. Tra le nuove misure annunciate dallo stesso ci sono anche incentivi per le aziende fino a 650 euro al mese per le assunzioni dei giovani al sud. Uno dei principali cambiamenti riguarda appunto il “contratto a tempo determinato” sul quale la riforma Fornero aveva messo dei paletti piuttosto rigidi.

@Armando Di Nardo

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta: con la riforma Fornero le pause obbligatorie tra un contratto e l’altro erano di 60 giorni se il contratto durava meno di 6 mesi e a 90 giorni se il contratto durava più di 6 mesi. Adesso, invece, gli intervalli ritornano ai livelli precedenti: 10 giorni se il contratto sarà inferiore a 6 mesi e a 20 giorni se il contratto sarà superiore ai 6 mesi. La durata dello stesso prima non poteva superare i 36 mesi, (oltre i quali il contratto si trasformava automaticamente a tempo indeterminato) ora invece si è prorogati fino a 48 mesi.

Altra novità importante che prevede il “pacchetto lavoro” riguarda gli sgravi contributivi per le aziende con priorità al Mezzogiorno, le quali saranno incentivate per il quadriennio 2013 – 2016 all’assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato se saranno possessori di uno dei seguenti requisiti:

– età compresa tra i 18 e i 29 anni;
– privi di occupazione retribuita da almeno sei mesi;
– privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
– che vivano da soli con una o più persone a carico.

Lo sgravio sui contributi sarà pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per una durata di 18 mesi, per 12 mesi invece per la trasformazione di un contratto in essere da determinato a indeterminato (ma solo se l’azienda assume un ulteriore lavoratore) in entrambi i casi è previsto un massimale di 650 euro al mese che sarà corrisposto al datore di lavoro unicamente mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili del periodo di riferimento.

Per il governo si tratta solo del primo “step” in un cammino di agevolazioni che sarà ampliato con il tempo, in modo tale da favorire maggiormente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.