Marano, consiglio straordinario per salvare il Tribunale

Marano, consiglio straordinario per salvare il Tribunale

MARANO – Il Comune di Marano dice no al trasferimento del tribunale ad Aversa. E lo fa stilando nero su bianco un documento approvato nell’ultimo consiglio comunale. Nell’atto, Marano dichiara di mettere a disposizione dei locali per smaltire i processi pendenti.

@Armando Di Nardo

Questo, in sintesi, ciò che nella serata di ieri ha deciso la maggioranza in consiglio comunale di centro-destra, riunitosi in una seduta straordinaria e monotematica.

Il sindaco Liccardo, che durante l’assise ha esposto il contenuto di una lettera inviata dal presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi, e gli altri intervenuti, come il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Francesco Caia, hanno dunque ribadito quanto sia importante che il Tribunale resti a Marano.

“La battaglia che stiamo conducendo – ha dichiarato Caia – è in nome della giustizia e della democrazia. Il trasferimento del Tribunale ad altra sede comporterebbe un aumento di costi e una funzionalità sicuramente minore’’. Poi Caia ha commentato laconico: “se è il 13 settembre il Decreto Legge della Cancellieri sarà approvato, sarà sicuramente un venerdì nero per la nostra democrazia’’.

Anche Angelo Liccardo, sindaco di Marano, si è unito ancora una volta al coro dei no al trasferimento del Tribunale. “Abbiamo voluto convocare questo consiglio straordinario perché la cittadinanza abbia piena coscienza rispetto al tema del trasferimento del Tribunale. Continueremo il presidio – ha aggiunto Liccardo – questa è una battaglia per la democrazia democrazia’’.

Per Mauro Bertini invece, consigliere d’opposizione de “L’Altra Marano’’ ed ex sindaco della città, quello svoltosi ieri “non è un vero consiglio comunale’’. In una mozione presentata durante l’assise, l’ex fascia tricolore ha dichiarato come “non ci fosse nessun atto da deliberare’’, in quanto “L’ordine del giorno  indica come oggetto della discussione, cioè la lettera di Alemi del 10 luglio 2013, sia stata inviata al sindaco per conoscenza, e non al consiglio. Di consguenza non si può approvare un documento redatto da terzi’’.

Secondo lo stesso Bertini la lettera con la quale il presidente Alemi chiede un parere (non vincolante) è del mese di giugno, quindi qualche settimana prima “e non può essere oggetto di discussione del consiglio perché non all’ordine del giorno’’. Per l’esponente de “L’Altra Marano’’ “quello andato in scena è una sceneggiata squallida ed il presidente del consiglio comunale (Angela Di Guida ndr) avrebbe dovuto dichiarare chiuso lo stesso consiglio comunale, continuando la discussione su un problema grave come quello del Tribunale, sotto altra forma’’.