Melito, applausi e tante domande per la proiezione di “Street Heart”

Melito, applausi e tante domande per la proiezione di “Street Heart”

MELITO – Sui muri della biblioteca di Melito non ci sono graffi o schizzi di pittura. Anche le pareti della saletta interna sono immacolate. Eppure murales, madonne, mostri da bestiario medievale sembrano apparire ovunque intorno ai presenti. Questo grazie alla proiezione ieri pomeriggio di “Street Heart”, il docu-film che due ragazzi coraggiosi come Tommaso Battimiello e Giuliano Russo hanno girato e sceneggiato per i vicarielli di Napoli alla ricerca del mondo semi-sconosciuto dell’arte di strada. “Viviamo la città da anni e col tempo abbiamo iniziato a notare chi dipingeva sui marciapiedi o sui muri. Ci siamo accorti che esiste una vera e propria cultura on the road  ed è in quel momento è nata l’idea di farci un reportage”, esordisce entusiasta Giuliano Russo.

@Armando Di Nardo

Nella saletta gremita della biblioteca, dopo la proiezione del documentario, il dibattito si accende da subito. La Street Art è un problema spinoso per chi vede i graffitari come ‘’imbrattatori’’ nemici del decoro urbano. Ma l’arte non può entrare in conflitto con norme e burocrazia. Così, a sgombrare il campo dagli equivoci, ci pensa Tommaso: “Il nostro è un vero e proprio racconto, punto. Non ci interessa la parte legale, cosa è giusto è cosa sbagliato: noi abbiamo detto cosa accade, che poi nasca un dibattito in seguito al nostro lavoro tanto di guadagnato.”

Occorre, del resto, fare le dovute differenze fra anti-civiltà e in-civiltà, come tiene a precisare Dominique Pellecchia, consigliere comunale chiamata a moderare l’incontro. L’equivoco nasce, secondo il madonnaro Gennaro Troia, da un Paese incapace di distinguere la cultura: “abbiamo abbandonato le nostre radici e la nostra storia. La tradizione di noi madonnari è antichissima. La politica ha l’obbligo morale di occuparsi di noi perché l’arte è una cosa seria.” E che sia una cosa seria lo fa capire anche Venanzio Carpentieri, sindaco di Melito che ha deciso di fare da ‘’sponsor’’ istituzionale dell’ evento: “ringrazio i ragazzi per il loro contributo. Personalmente sono favorevole a queste forme di arte e ritengo un bene per la collettività il dialogo tra artisti e istituzioni”. Un dialogo che rimbalza di muro in muro dai vicoli di Napoli a qui.