Mugnano, bagno di folla per l’ultimo saluto ai coniugi morti in Irpinia

Mugnano, bagno di folla per l’ultimo saluto ai coniugi morti in Irpinia

MUGNANO – Un applauso commosso accoglie le bare dei coniugi Vallefuoco nella parrocchia di S. Biagio Martire. La cittadinanza si stringe al dolore della famiglia, vittima dell’incidente del bus in Irpinia. Una chiesa gremita di persone. Parenti, conoscenti, amici, e il sindaco Giovanni Porcelli uniti in preghiera, dando l’ultimo saluto a Biagio e Vincenza.


A celebrare il rito funebre Don Mario Bellicose, che ha rivolto alle cinque figlie parole di conforto. “I vostri genitori si nutrivano sempre della parola di Gesù – ha detto durante l’omelia – Si sono addormentati nell’abbraccio di Cristo, ma saranno ancora presenti nelle vostre vite. Continueranno a vegliare su di voi e vi accompagneranno nei vostri singoli percorsi”. I coniugi Vallefuoco erano assidui frequentatori della comunità religiosa. Infatti il sacerdote e alcuni parenti raccontano della loro costante adesione alle iniziative parrocchiali. “Era una coppia carismatica, solare – dicono – Si amavano come il primo giorno, erano allegri. Trasferivano la loro gioia a quanti li circondavano”.

Avevano vissuto un’esperienza di riscoperta coniugale. Qualche anno fa la comunità parrocchiale aveva organizzato un ritiro spirituale di tre giorni. Durante quegli incontri, alla luce della parola del vangelo, Biagio e Vincenza hanno confermato quel “sì, lo voglio” pronunciato il giorno del matrimonio. “Era una coppia straordinaria – dice un’amica – Adoravano la loro famiglia numerosa. Erano un punto di riferimento per figlie, generi e nipoti. Hanno lasciato alle cinque donne di casa valori di amore e carità. “Dei veri benefattori – dice Don Mario – Generosi con i poveri e con quanti fossero in difficoltà”. Enza e Biagio sono descritti come persone semplicissime, riservate, ma conosciute in città, proprio per la loro bontà. 

Vincenza, originaria dell’area flegrea, era una donna energica e disponibile con la sua famiglia e con il prossimo. Biagio un grande lavoratore. Ex dipendente del mercato ittico, poi autista di un ufficiale dell’esercito. Apprezzava la buona cucina e sua moglie, grande cuoca di casa lo accontentava. “Non ci posso credere che non lo vedrò più – dice un suo caro amico – Avevamo l’appuntamento giornaliero con il caffè in piazza Municipio. Spesso veniva con le nipotine. Si poteva chiacchierare di tutto con lui. Insieme ad altri amici andavamo qualche volta al ristorante”. Un clima di silenzio religioso nella calda giornata di fine luglio lungo le strade mugnanesi. Serrande abbassate degli esercizi commerciali in via Chiesa. Rispetto per chi ha perso la vita in questa tragedia, ma c’è anche tanta rabbia. “La coppia Vallefuoco era stimata in città – dice un commerciante –. È una vicenda che rattrista e scuote le coscienze. Non si può perdere la vita in questo modo. Se ci sono delle responsabilità, è giusto che i colpevoli siano puniti”. 

I coniugi Vallefuoco avevano la passione di viaggiare. Ma partivano il più delle volte con la parrocchia, unendo piacere e preghiera. E domenica rientravano da un weekend di relax. Erano devoti a Padre Pio. Avevano deciso di portare la loro nipotina in gita, perché si divertisse in compagnia di altri bambini. E così era stato. Morti i nonni la piccola è sopravvissuta, ed ora è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Santobono di Napoli. Ha riportato una frattura al femore, ha delle ustioni, ma è viva. Un’amica di Enza farà la notte accanto a Maria. “I nonni l’avranno protetta durante l’impatto per questo si è salvata” dicono le amiche di Enza”. 

Parole di cordoglio sono state espresse anche dalle istituzioni locali “La città tornerà alla normalità, ma con una profonda cicatrice – afferma il sindaco Giovanni Porcelli – Le famiglie si sono trovate all’improvviso senza i loro cari. Bisogna ripartire dalla speranza e dal desiderio che ristabilisca completamente la piccola Maria”. 

Un applauso finale a Biagio e Vincenza al termine del rito religioso. L’ultimo bacio della famiglia alle bare. Accanto alle corone di orchidee, sono state riposte due foto che immortalano i genitori sorridenti. Sorridenti perché uniti.  Uniti fino a quell’ultimo respiro. Uniti fino a quell’ultimo passaggio alla loro casa di via S. Lorenzo, perché quella sarebbe stata la volontà di Enza e Biagio. Lì dove si sono amati e rispettati.