Resit, 39milioni per la messa in sicurezza della discarica dei veleni

Resit, 39milioni per la messa in sicurezza della discarica dei veleni

GIUGLIANO – Sono stati stanziati 39 milioni di euro per la messa in sicurezza delle discariche site nell’area tra Giugliano e la provincia casertana. Tra queste la famigerata discarica dei veleni, localizzata nell’ex area Resit.

@Armando Di Nardo

L’ex Resit, insieme alle discariche Masseria del Pozzo, Cava Giuliani e Novambiente, il cui proprietario è il boss pentito Gaetano Vassallo, mente dei traffici dei rifiuti tossici che dal nord Italia giungevano in Campania, occupa una vasta aerea di 120 ettari di terra. Vassallo, con l’avvocato di Parete Cipriano Chianese, poi arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, avevano da subito intuito il business che poteva celarsi dietro allo smaltimento illegale dei rifiuti.

Negli anni ottanta Chianese fondava la Setri, ribattezzata poi Resit, una società nata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi che giungevano prevalentemente dalle aziende del nord Italia. I rifiuti però, giunti sul posto, anziché essere smaltiti venivano seppelliti in delle cave che l’avvocato di Parete acquistava a seconda delle esigenze. Il business di Chianese si arricchiva sempre più, e così passò in breve tempo a trattare direttamente con i “casalesi”. Con Vassallo, che era il rappresentante del gruppo camorristico per il business dei rifiuti, formarono un circuito illegale che permetteva loro di intascare centinaia di milioni di lire ogni mese.

Nell’area ex Resit si conta abbiano seppellito 340mila tonnellate di rifiuti pericolosi, 160mila di rifiuti speciali e 300mila di rifiuti solidi urbani. Nel 2003 per fare fronte alla cronica emergenza rifiuti aggravata dalla chiusura del Cdr di Caivano, la Resit fu riaperta dal commissario di governo, e Chianese intascò altri 35 milioni di euro dallo Stato. Quello fu l’ultimo atto di apertura della discarica dei veleni. A seguito dell’insediamento dell’amministrazione di centrodestra, nello stesso anno, la Resit fu chiusa e mai più riaperta.

Già nel 2011, dopo un sopralluogo congiunto tra le istituzioni, erano presenti tra gli altri l’allora sindaco di Giugliano Pianese, e l’oncologo Marfella, furono stanziati cinquanta milioni di euro per rendere possibile la bonifica di quell’area in cui era presente anche la Resit. L’intervento doveva essere effettuato dalla Sogesid s.p.a., una società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma a parte qualche intervento di caratterizzazione, nulla fu fatto.

Oggi per la messa in sicurezza saranno realizzati un sistema di drenaggio delle acque piovane, per evitare che finisca nei campi, e un impianto antincendio. Si procederà inoltre all’estrazione e al trattamento del percolato. Il tutto per una spesa inferiore ai 10 milioni di euro. Il Presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, oggi presente ai lavori, ha dichiarato: “Chi inquina l’ambiente uccide il presente e soprattutto ruba il futuro. I cittadini devono collaborare ed essere da stimolo per le istituzioni”.