Rimborsopoli Campania, intervista al consigliere Lello Topo

Rimborsopoli Campania, intervista al consigliere Lello Topo

NAPOLI – Lello Topo, ex sindaco di Villaricca, ora consigliere regionale Pd, si mostra sereno. Anche lui è finito sotto la slavina giudiziaria che si è abbattuta sui 53 consiglieri della Regione. L’accusa piovutagli addosso è pesante: peculato. Cioè appropriazione indebita di soldi pubblici. 12300 sono gli euro di cui Topo dovrà rendere conto dopo l’invito a comparire dinnanzi alla Guardia di Finanzia. Ma l’ex sindaco si dice pronto a collaborare. E a fornire, se necessario, documenti e appunti d’agenda pur di ricostruire numeri e percentuali di spesa.

@Armando Di Nardo

Rimborsopoli, che idea si è fatta dell’inchiesta?

L’inchiesta è partita già da un anno e mezzo. L’invito a comparire mi permetterà di chiarire la mia posizione. E’ stato un atto necessitato, alla luce dell’attività d’indagine che è stata svolta. C’è stato un terremoto che si è abbattuto sull’intero paese ed è naturale che l’autorità giudiziaria abbia proceduto ad una verifica anche qui in Campania.

Qual è il suo stato d’animo? Lei dovrà rendere conto di 12300 euro di spese. Si parla anche di sigarette, giocattoli…

No, fermi: non siamo noi del Pd quelli che acquistavano sigarette e giocattoli. E spero in tutta onestà che siano solo errori. In realtà, una parte del contributo versato ai gruppi era destinato per le attività elettive, cioè campagne elettorali, manifesti, ufficio stampa; l’altra era invece attribuita ai singoli consiglieri per le attività istituzionali di loro competenza (bilancio, politiche sociali, attività produttive). Si parla, nel nostro caso, di appena 400 euro mensili a testa.

Ma sarà in grado di dimostrarlo?

I documenti per le attività istituzionali non li abbiamo, perché per essi non esiste un rendiconto, ma solo una nota riepilogativa fatta dal capogruppo. Del resto, la vecchia norma del ’72 sui rimborsi ai gruppi consiliari, in vigore fino allo scorso anno, non ci obbligava a rendicontare questo genere di spese. Ma credo sia comunque possibile ricostruire gli importi destinati a questo tipo di attività tramite appunti d’agenda, documenti personali, bonifici.

Immaginiamo che questa vicenda avrà delle ripercussioni sulla politica campana.

Per quanto ci riguarda, noi del Pd ci siamo attenuti alle regole. Se in coscienza utilizzi quei fondi per attività politiche e istituzionali, non hai nulla da temere. E poi, sul piano etico, di che parliamo? Le nostre cifre sono le più basse in assoluto. Tutte le attività sono bonificate, quindi tracciabili. Mi sento sereno.