Successo ieri sera per Teresa Barretta al Borgo Meridiano

Successo ieri sera per Teresa Barretta al Borgo Meridiano

GIUGLIANO – Serata teatrale vissuta con l’opera di “Anna Cappelli” del drammaturgo Annibale Rucello. La cornice è la piazzetta interna del Borgo Meridiano, dove circa 150 persone hanno assistito alla performance dell’attrice Teresa Barretta. L’evento è stato possibile grazie al finanziamento del gruppo editoriale de “ilmeridianonews” e del locale “Just Bakery”.

@Armando Di Nardo

La vicenda teatrale è caustica: nell’Italia degli anni ’60 Anna è costretta a lasciare la stanza nella casa paterna per far posto alla sorella minore Giuliana. Nella ricerca di un riparo approda dalla signora Tavernini che la ospita in sub-affitto. La megera è la carceriera della protagonista, a cui è limitato l’uso del telefono e della tv. All’inizio Anna s’adegua ma l’ossessione dei gatti della Tavernini e il malessere dovuto alla perdita della stanza d’origine sono sempre presenti.

Questi tormenti imperano nella quotidianità, dal posto di lavoro sino al parrucchiere. Nell’evoluzione della vicenda l’eroina incontra il ragioniere Tonino, i due s’innamorano attraversando tutti i canoni borghesi; la frequentazione, le effusioni e il quasi rapporto carnale. Dopo un po’ la coppia decide di convivere affrontando i giudizi negativi di amici, parenti e anche dalla carceriera.

L’amore è solo di facciata, scandito da vezzeggiativi. Con il tempo emerge l’intenzione di Anna nel possedere le 12 stanze della casa di Tonino. Il convivente stanco della donna la costringe ad andarsene dopo due anni di rapporto. La fragile Anna dopo l’iniziale incredulità diventa tirannica. Davanti alla prospettiva di perdere nuovamente la dimora, avanza la proposta di voler cucinare e mangiare Tonino. Dopo aver comunicato l’intenzione del ‘fiero pasto’ , profila la possibilità di incendiare la casa solo quando risulti terminata la carne dell’uomo. Il delirio del possesso è sempre presente nella rappresentazione. In Anna ricorre l’aggettivo possessivo ad ogni scena: “la mia camera”, “il mio Tonino” , la “mia casa”.

“La perdita della camera è l’inizio della sua tragedia, tutto il resto della vita è stata vissuta alla ricerca del luogo d’origine. Non ci sono carnefici nella commedia ma tutte vittime”, questa la lettura dell’attrice Barretta.

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