Tragedia in Irpinia, spuntano le prime ipotesi sull’incidente. Oggi i funerali a Pozzuoli

Tragedia in Irpinia, spuntano le prime ipotesi sull’incidente. Oggi i funerali a Pozzuoli

AVELLINO – A meno di 36 ore dal terribile incidente del pullman sulla A16 Napoli-Canosa in cui hanno perso la vita 38 persone, spuntano le prime ricostruzioni dei momentiprecedenti all’impatto mortale. Secondo una prima versione fornita dai tecnici che hanno effettuato il sopralluogo e analizzato i rottami dell’autobus, il veicolo viaggiava in autostrada a velocità sostenuta, nonostante fossero stati segnalati code e rallentamenti sia dai tabelloni luminosi che dagli operatori di servizio.

@Armando Di Nardo

Le indagini. Le novità emerse ieri dalla prima giornata di indagini non si fermano qui. L’automezzo correva con la parte anteriore aperta o del tutto mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il guardrail. Parti del sistema di trasmissione dell’autobus sono state ritrovate a un chilometro prima del luogo dell’incidente. Circostanza che rende probabile l’ipotesi, già avallata dagli inquirenti, secondo cui il pullman viaggiasse danneggiato lungo l’autostrada. Non è chiaro se la responsabilità sia dell’autista o di un guasto meccanico dovuto ad una mancata manutenzione del mezzo di proprietà della “Mondo Travel” di Giugliano. Dalle prime ipotesi, sembrerebbe però che l’autista, Ciro Lametta di 44 anni, fosse abbastanza lucido per cercare di rallentare l’autobus finito fuori controllo impattando contro la barriera di cemento del viadotto. Ma la barriera non ha retto all’urto e l’autoivecolo è volato dal ponte per 25 metri prima di sfracellarsi al suolo.

Intanto, malgrado i contorni della vicenda siano ancora oscuri, la Procura di Avellino non ha perso tempo aprendo un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Il Procuratore Rosario Cantelmo mantiene il massimo riserbo sull’identità degli indagati. Ma è certo che sotto la lente di ingrandimento del p.m. sia finita anche la posizione della società Autostrade, così come rivelato ai cronisti. La scatola nera, estratta dall’ammasso di lamiere dell’autobus, così come le immagini delle telecamere fisse presenti sul ponte della morte, ora sono nelle mani della magistratura e aiuteranno a fare chiarezza.

Il dolore di amici e parenti. Se la giustizia fa il suo corso, dall’altro lato esplode il dolore dei parenti e degli amici delle 38 persone morte nell’incidente. Ieri pomeriggio, in una palestra scolastica di Monteforte Irpino, allestita a camera ardente, è avvenuto il riconoscimento delle vittime. Malori e crisi per i familiari.

Oggi i funerali al palazzetto dello sport di Monterusciello di Pozzuoli. Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato il lutto nazionale. Alle esequie parteciperà anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta,  di ritorno da un viaggio istituzionale ad Atene. Letta si è sentito telefonicamente con il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, che ha proclamato tre giorni di lutto così come ha fatto anche il sindaco di Mugnano, Giovanni Porcelli. Cordoglio espresso anche da Papa Francesco, in viaggio in Brasile, e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Le vittime di Mugnano. Come già annunciato in anteprima ieri dal Meridiano News, fra le vittime anche tre mugnanesi. Si tratta di Biagio Vallefuoco e Vincenza Trincone, rispettivamente di 54 e 51 anni, residenti nel centro storico, non lontano dal Comune, e della piccola nipotina di soli tre anni Maria, da ieri sera ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli. Sciolta la prognosi riservata, apprendiamo che la bambina ha riportato una frattura al perone, qualche ustione, ma non è in pericolo di vita. Ad assisterla in queste ore i giovanissimi genitori, Francesco, 30 anni, di professione fabbro, e Daniela, 27 anni, casalinga.

In città è forte lo sgomento per la morte dei due coniugi. Biagio Vallefuoco era molto noto ai concittadini di Mugnano per aver lavorato diversi anni al mercato ittico; la signora Trincone, invece, originaria della zona flegrea, era casalinga. Secondo quanto raccontano amici e parenti, si trattava di una persona solare e sempre allegra. I due coniugi erano soliti, a quanto pare, intraprendere periodicamente viaggi di piacere. Fino all’ultima escursione nel Beneventano in cui hanno perso la vita.