Tragedia Irpinia, proclamato lutto nazionale. Questa mattina i funerali a Pozzuoli e Mugnano

Tragedia Irpinia, proclamato lutto nazionale. Questa mattina i funerali a Pozzuoli e Mugnano

AVELLINO – Funerali per le 39 vittime che hanno perso la vita nella tragedia in Irpinia. Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato il lutto nazionale. Per tre giorni le bandiere dei Comuni di Pozzuoli e Mugnano saranno a mezz’asta, in simbolo di cordoglio. Questa la decisione dei sindaci Vincenzo Figliola e Giovanni Porcelli. Ore 9,30 al Palazzetto del Sport di Pozzuoli il vescovo di Pozzuoli, mons. Gennaro Pascarella, celebrerà la funzione religiosa.


Saranno presenti anche il presidente del Consiglio Enrico Letta e molte altre autorità, per stringersi al dolore dei parenti delle vittime dell’incidente. Cordoglio espresso anche da Papa Francesco, in viaggio in Brasile, e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. Alle 12,30 la chiesa di S. Biagio si riempirà per i funerali dei Vincenza Troncone e Biagio Vallefuoco. Erano su quel bus domenica sera, insieme alla loro nipotina Maria, di solo cinque anni, ricoverata all’ospedale Santobono, oggi fuori pericolo. “Una coppia solare che amava viaggiare” – dicono gli amici – “Erano una sola anima”. A chiedere la celebrazione religiosa i parenti dei defunti. Biagio Vallefuoco era un ex dipendente del mercato Ittico di Mugnano. Grande lavoratore. Negli ultimi anni era autista di un ufficiale dell’esercito. Sua moglie era casalinga e nonna a tempo pieno. Trascorreva le sue giornate, occupandosi dei nipoti. Numerosa la famiglia dei coniugi Vallefuoco. Cinque figlie femmine, frutto del loro amore. Oggi straziate e disperate. Ieri via vai di cittadini e politici dall’abitazione della coppia. “La comunità mugnanese è profondamente colpita da questo dramma e ci uniamo al dolore della famiglia – dice il consigliere di maggioranza Renato Verrazzo –. Essere vicino alle figlie è il minimo che possiamo fare”. L’assessore De Dominicis ieri si è recato al Santobono insieme al sindaco Porcelli, per accertarsi dello stato della piccola Maria. “In questa sciagura che ha colpito anche il nostro Comune, sono felice di aver fatto visita alla piccola Maria che è cosciente e se la caverà” – ha detto. 

Le indagini. Intanto sul fronte delle indagini, a meno di 36 ore dal terribile incidente del pullman sulla A16 Napoli-Canosa in cui sono morte 39 persone, spuntano le prime ricostruzioni che avrebbero causato l’impatto mortale. Secondo una prima versione fornita dai tecnici che hanno effettuato il sopralluogo e analizzato i rottami dell’autobus, il veicolo viaggiava in autostrada a velocità sostenuta, nonostante fossero stati segnalati code e rallentamenti sia dai tabelloni luminosi che dagli operatori di servizio. Le novità emerse ieri dalla prima giornata di indagini non si fermano qui. L’automezzo correva con la parte anteriore aperta o del tutto mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il guardrail. Parti del sistema di trasmissione dell’autobus sono state ritrovate a un chilometro prima del luogo dell’incidente. Circostanza che rende probabile l’ipotesi, già avallata dagli inquirenti, secondo cui il pullman viaggiasse danneggiato lungo l’autostrada. Non è chiaro se la responsabilità sia dell’autista o di un guasto meccanico dovuto ad una mancata manutenzione del mezzo di proprietà della “Mondo Travel” di Giugliano. Dalle prime ipotesi, sembrerebbe però che l’autista, Ciro Lametta di 44 anni, fosse lucido per cercare di rallentare l’autobus finito fuori controllo impattando contro la barriera di cemento del viadotto. Ma la barriera non ha retto all’urto e l’autoivecolo è volato dal ponte prima di sfracellarsi al suolo. Intanto, malgrado i contorni della vicenda siano ancora oscuri, la Procura di Avellino non ha perso tempo aprendo un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Il Procuratore Rosario Cantelmo mantiene il massimo riserbo sull’identità degli indagati. Ma è certo che sotto la lente di ingrandimento del P.M. sia finita anche la posizione della società Autostrade, così come rivelato ai cronisti. La scatola nera, estratta dall’ammasso di lamiere dell’autobus, così come le immagini delle telecamere fisse presenti sul ponte della morte, ora sono nelle mani della magistratura e aiuteranno a fare chiarezza.

Il dolore di amici e parenti. Se la giustizia fa il suo corso, dall’altro lato esplode il dolore dei parenti e degli amici delle 39 persone morte nell’incidente. Ieri pomeriggio, in una palestra scolastica di Monteforte Irpino, allestita a camera ardente, è avvenuto il riconoscimento delle vittime. Malori e crisi per i familiari.