Battaglia all’inceneritore, ieri quarta assemblea a Piazza Matteotti. Presenti partiti e comitati

Battaglia all’inceneritore, ieri quarta assemblea a Piazza Matteotti. Presenti partiti e comitati

GIUGLIANO – Entra nel vivo la protesta contro l’inceneritore a Giugliano. Ieri pomeriggio, a Piazza Matteotti, quarta assemblea popolare indetta da associazioni, comitati civici e partiti. Obiettivo: sensibilizzare la cittadinanza sul problema dell’impianto nel più breve tempo possibile. Dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del bando per la sua costruzione, i tempi stringono. Dall’11 ottobre sarà ufficialmente aperta la gara per l’assegnazione dell’appalto.


Malumori e tensioni per una decisione piovuta dall’alto non hanno però impedito un clima sereno. Presenti personalità politiche come il vice-presidente della Camera Luigi di Maio e il senatore di Sel Giuseppe De Cristofaro. Massiccia fra i manifestanti anche la presenza di semplici cittadini. “La città di Giugliano negli ultimi vent’anni ha subito già troppo. Stato e Regione devono prendere in considerazione altri metodi di smaltimento. C’è d’altronde una direttiva dell’Unione Europea che impone la chiusura degli inceneritori entro il 2020. Perché dovremmo aprirne proprio uno in una città già devastata dalle ecomafie? “, ha dichiarato Salvatore Micillo, deputato del M5S e ambientalista della prima ora.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Russo (Pd): “Il problema principale è come è stato costituito questo processo decisionale sul territorio. Giugliano è la città che in vent’anni ha dato più di tutte in Campania all’emergenza rifiuti. Per questo doveva essere coinvolta in una scelta così delicata come quella dell’inceneritore”.

Ma non solo grillini e centrosinistra si dicono contrari all’impianto. Anche i partiti di centrodestra, pur se non presenti fisicamente alla manifestazione, esprimono il loro appoggio alla battaglia. “No alla costruzione a Giugliano dell’inceneritore di Napoli Est. La nostra città non può ogni volta farsi carico dei problemi del capoluogo”, dichiara Alfonso Sequino (Pdl). Che poi prosegue: “Questa situazione è dovuta al malgoverno cittadino degli ultimi trent’anni. I nostri rappresentanti hanno mostrato un totale disinteresse per il nostro territorio anteponendo gli interessi di parte a quelli della cittadinanza. Ma quello dell’inceneritore non è un problema di un singolo partito. Gli attuali parlamentari e consiglieri regionali del territorio non hanno mosso un dito e gli esponenti dei movimenti locali stanno strumentalizzando la questione solo per acquisire visibilità”. Infine una stilettata all’indirizzo dell’Assessore Giovanni Romano: “L’assessore si è mostrato un bandito politico facendo uscire un bando in piena estate quando la città era ormai vuota per via delle vacanze”.

Comitati e cittadini chiedono l’istituzione di un tavolo tecnico-giuridico che valuti alternative serie all’inceneritore. Pronto per settembre un ricorso straordinario alla Corte di Giustizia per impedire quello che definiscono ”l’ennesimo scempio compiuto ai danni del territorio di Giugliano”.