Fascia costiera, falò in spiaggia al ritmo di musica e alcol

Fascia costiera, falò in spiaggia al ritmo di musica e alcol

HINTERLAND – Falò in spiaggia tra un sorso di birra e un drink fai da te. Si divertono con poco i ragazzi dell’hinterland. Al ritmo di percussioni e chitarra, ballano e cantano. Intonano la “Canzone del Sole” di Battisti, “Acqua e sale” di Mina e Celentano, “Non succederà più” di Claudia Mori. Brani un po’ retrò, ma che appartengono alla storia musicale.


Trascorrono una notte in riva al mare, approdando sulla fascia costiera con sacchi a pelo e coperte. I più romantici attendono l’alba, guardando il riflesso sul mare. Qualcuno risente dei residui dell’alcol, una birra di troppo. “Gli adulti spesso ci descrivono come nulla facenti, ma non ci conoscono. Dimenticano di essere stati anche loro giovani – dice un ragazzo mentre regge sulle spalle l’amico ancora ubriaco”.

Beve raramente alcolici Andrea, spiegano i compagni di falò. Ha esagerato, perché la ragazza l’ha lasciato qualche giorno fa. “Adesso se lo riaccompagnassimo a casa, i genitori direbbero che è un poco di buono o colpa del gruppo di amici e chissà quale punizione gli daranno – dice una ragazza – gli adulti sono rigidi e non capirebbero la sofferenza in cui oggi si trova suo figlio”.

Si coprono a vicenda, fanno gruppo e si proteggono. Leggono notizie di loro coetanei di Napoli e Salerno finiti in ospedale nella notte di ferragosto. “Ho letto di giovani che hanno perso la vita, a seguito di una serata come quella organizzata da noi – dice una maggiorenne di Giugliano – a causa di un coma etilico e congestione”. “Questo ci rattrista moltissimo e sicuramente spaventa – afferma un ventenne villaricchese – Può accadere di non rendersi conto di superare il limite degli alcolici e si continua ad ingerirli. Chi beve senza misura forse vuole attirare l’attenzione o vuole far sparire qualche pensiero di troppo”.

Risposte chiare e definite quelle rilasciate dai giovani del territorio, conoscono le conseguenze che l’alcol comporta e provano a trovare i motivi di alcuni loro coetanei a non porsi freni. “Andrea ha superato il limite perché non voleva pensare alle sue pene d’amore – dice il suo migliore amico – Siamo come fratelli, gli passerà e noi non lo lasceremo solo”. Secondo una ragazzina a volte sono i più grandi a dare cattivo esempio. “Spesso vedo festeggiare gli adulti con bicchieri che riempiono e svuotano di continuo – dice – hanno un sorriso stampato di allegria e i piccoli possono magari associare il divertimento al consumo di alcolici”.

A prescindere dalle omissioni dei genitori o dai cattivi esempi, rimane certamente anche la volontà individuale di trasgredire. A sottolinearlo un maggiorenne maranese presente al falò in spiaggia. “Conosco amici che si scontrano con i loro genitori, perché autoritari e poco flessibili. Bere è un dispetto alla famiglia. È la comunicazione che manca. Poi resta un altro aspetto – conclude il ragazzo – Ci sono troppe pubblicità di bevande alcoliche. Ho l’impressione che s’invogli al consumo di liquori.I piccoli spesso crescono davanti alle tv e sono attratti dagli spot. Ho ascoltato cuginetti cantare sigle pubblicitarie e questo è un dato preoccupante”