Giugliano, omicidio del commerciante. Mimmo conosceva gli assassini

Giugliano, omicidio del commerciante. Mimmo conosceva gli assassini

GIUGLIANO – Emergono nuovi inquietanti particolari dal giallo della morte di Domenico D’Ausilio, il commerciante di calzature di 76 anni, detto “Mimmo ‘o delinquente”, trovato senza vita nella sua abitazione a Via Fortunato del Forno, a pochi passi dalla Parrocchia di San Pio X di Giugliano. Secondo la ricostruzione dei familiari, il commerciante era in compagnia di persone a lui note. Forse amici, con cui si sarebbe intrattenuto nei momenti precedenti alla tragedia. Alcuni indizi, come cicche di sigarette appena consumate e la mancanza di segni di effrazione sulle porte di ingresso e sulle finestre, inducono infatti a pensare che la vittima conoscesse i suoi carnefici.


Sera del delitto. Giovedì di inizio agosto. Tanto caldo e pochi clienti.  La moglie di Domenico, Maria Ruocco, è a lavoro con la figlia presso “Il Giardino”, noto ristorante posizionato nei pressi del cimitero di Giugliano. A mezzanotte, le due donne abbassano le saracinesche e tornano a casa a Via Fortunato del Forno, stradina del centro storico che collega Via Degli Innamorati al Corso Campano. Trovano il cancello esterno socchiuso. Anche la porta d’ingresso dell’abitazione è accostata. Superata la soglia, scoprono il corpo del commerciante accasciato a terra. L’anziano è ancora vivo ma gli restano gli ultimi secondi vita. Le donne, prese dal panico, impugnano subito la cornetta del telefono e contattano gli altri familiari. Intanto Domenico è morto. Il suo corpo è disteso esanime sul pavimento dell’ingresso. Accorrono altri parenti della vittima, vengono chiamati i Carabinieri. I militari dell’Arma, giunti sul posto, raccolgono le prime testimonianze ed effettuano i primi rilievi. Infine, alle prime ore del mattino, sottopongono l’abitazione a sequestro giudiziario.

Con la morte del commerciante, sono scomparsi 800 euro di pensione e alcuni preziosi per un valore complessivo di 2000 euro. I parenti della vittima non hanno dubbi: Domenico D’Ausilio è stato ammazzato di botte da amici venuti in visita con l’intento di derubarlo. Persone di fiducia a cui l’anziano avrebbe aperto la porta e con cui avrebbe fumato una sigaretta. Ma qualcosa deve essere andato storto. Forse la vittima ha opposto resistenza e quella che doveva essere una rapina si è trasformata in un omicidio. L’anziano aveva prelevato la pensione la mattina precedente. In quel momento era solo in casa, mentre la moglie e la figlia erano impegnate a lavorare in pizzeria. Chi poteva essere a conoscenza di tutto questo se non persone vicine alla vittima?

Tanti i dettagli ancora da accertare. Molte le suggestioni. Sta di fatto che il corpo di Domenico porta tracce di una violenza. Forse di uno strangolamento. La verità definitiva sul giallo di Via Fortunato del Forno potrà emergere soltanto dall’autopsia che il medico legale effettuerà sul cadavere nei prossimi giorni. Sulla vicenda indaga il procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco.