Melito, assise senza numero legale. Maggioranza in frantumi

Melito, assise senza numero legale. Maggioranza in frantumi

MELITO – Caos nella maggioranza del sindaco Venanzio Carpentieri. Nell’ultimo consiglio comunale del 5 agosto, i due schieramenti erano chiamati, nell’ultimo giorno utile, a dare esecutività alla Legge Regionale numero 5 del 6 maggio 2013, che regolamenta i criteri di assegnazioni degli alloggi sequestrati sul territorio.


Secondo la normativa, un proprietario che detiene delle strutture, può decidere per la demolizione o per l’affidamento a diversi usi all’ente comunale. Tante le assenze dei membri in Consiglio. Anzitutto quella del primo cittadino, ancora in vacanza, e, per motivi di salute, quella del vicesindaco, nonché assessore all’Urbanistica, Emma Buondonno, che avrebbe dovuto relazionare sul provvedimento da votare. Decidono di non partecipare anche i 9 membri di centro-destra. Alla vigilia, il centro-sinistra è orientato a rinviare la discussione sul criterio dell’assegnazione degli alloggi. Poco prima della votazione, il colpo di scena.

Giovanni Barretta, consigliere Udc, decide di abbandonare l’aula, facendo così mancare il numero legale, la cui soglia minima è 13. A quel punto la seduta consiliare è sciolta. Incredulità e polemiche, a cui fa seguito un confronto serrato nella stanza del presidente del civico consesso Pietro D’Angelo, monopolizzano i minuti successivi. I toni sono aspri, segno di una unità oramai sbiadita tra i vari partiti di maggioranza. Il clima all’interno del centro-sinistra, già da due mesi arroventato dalla contrapposizione con il sindaco Carpentieri, accusato di aver dato vita ad un esecutivo tecnico, si appesantisce ulteriormente.

Appaiono ristretti dunque, dopo quanto successo in aula, i margini di ricucitura tra le varie componenti del centro-sinistra. Resta da vedere se il sindaco Carpentieri e le 6 liste che attualmente hanno la responsabilità di governo, riusciranno a ricompattarsi tra loro e andare avanti. O se al contrario, il percorso di quest’amministrazione comunale, che alla vigilia sembrava potesse innescare addirittura un cambiamento per Melito, si avvii ad una mesta e poco giustificabile conclusione a pochi mesi dal suo insediamento.

“La decisione assunta oggi di abbandonare l’aula vuole essere uno sprono alla maggioranza affinchè trovi equilibrio nell’affrontare e governare i problemi della collettività’’ – prova a spiegare i motivi del gesto Barretta. Per l’esponente Udc “ci sono questioni che vanno affrontate in altre sedi più appropriate e non in consiglio comunale. Auspico che si convochi subito un tavolo interpartitico che delinei un crono programma delle cose da fare e rivedere’’. Ma il Pd non ci sta. “Nelle scorse ore ci siamo informati e abbiamo vagliato il provvedimento da adottare ma abbiamo chiesto un rinvio per senso di responsabilità, volendo approfondire la materia. 

Non ci aspettavamo questo finale’’ dichiarano i democratici, sollevando anche, sull’assegnazione degli alloggi, il tema della perentorietà dei termini di scadenza, tentata di chiarire in assise, in qualità di avvocato amministrativista, dall’assessore alle attività produttive Stefano Curcio. “Sono esterrefatto, non capisco il motivo per cui Barretta ha abbandonato l’aula. Bisogna approfondire’’, s’interroga invece Raffaele Caiazza di “Melito Adesso’’. Critica anche l’opposizione, anzitutto con l’assessore Buondonno.

“Il centrodestra avrebbe voluto che l’assessore preposto relazionasse in maniera dettagliata su un argomento per il quale è stato convocato in tutta fretta un consiglio comunale,’’, attacca Luciano Mottola de “Melito Nel Cuore’’, sostanzialmente ribadendo quanto già sollevato già dagli avversari politici. “Comunque – prosegue il consigliere d’opposizione – notiamo ancora una volta la poca coesione della maggioranza. D’altronde non è un caso l’abbandono dell’aula da parte di Giovanni Barretta dell’Udc e l’assenza di Raffaele Cecere dei Cristiano Popolari che sin da subito hanno preso le distanze dalle scelte del sindaco Carpentieri. Confermiamo quanto già detto: l’attuale maggioranza ha messo insieme, alle ultime elezioni, una coalizione solamente con l’intento di sconfiggere il centrodestra. Nient’altro’’.