Mugnano, grillini all’attacco: “Questo non è Housing sociale. Salviamo gli spazi verdi”

Mugnano, grillini all’attacco: “Questo non è Housing sociale. Salviamo gli spazi verdi”

MUGNANO – “Basta colate di cemento, le costruzioni devono riqualificare le strutture abbandonate e non sottrarre spazi verdi alla città. Il suolo è l’unica risorsa preziosa per la cittadinanza”. E’ chiara la posizione del Movimento Cinque Stelle di Mugnano sul progetto di Housing Sociale. Gli attivisti criticano il progetto insediativo al vaglio dell’amministrazione, ritenuto inutile dal punto di vista economico-occupazionale. Le realizzazioni dovrebbero sorgere nell’area antistante al cimitero nei pressi di via Di Vittorio. Previsto l’investimento da parte dei privati di 50 milioni di euro per costruire 200 appartamenti di cui 44 saranno ceduti al Comune per un uso sociale per otto anni. Inserite nella costruzione diverse infrastrutture pubbliche come palazzetto dello sport, mercatino, poliambulatorio, parcheggi.


“Secondo l’attuale mercato immobiliare, l’Housing rimarrà una cattedrale nel deserto.  La richiesta di alloggi è molto bassa, cosi come le richieste d’affitto. Il sospetto che tutto questo serva a rendere edificabile i terreni agricoli per renderli più appetibili. . – ha dichiarato Alberto Ferraiolo, attivista del movimento – Abbiamo girato un video in cui mostriamo immobili privati in abbandono, nuovi complessi con cartelli vendesi e fittasi  affissi ormai da anni, e la circumvallazione dalle molte aree produttive abbandonate”.

Dello stesso avviso Loreto Terranova esponente dei Cinque Stelle “L’Housing deve riqualificare gli immobili in vendita e le aree industriali chiuse, magari cambiando destinazione. Non siamo contro le costruzioni, ma sulla perdita di zone naturali”.

“Ci sono strutture pubbliche a disposizione che versano da anni nell’abbandono: i campi abbandonati di tennis a via Pavese, il centro fieristico nel mercato ittico costato 500 mila euro, il Teatro della scuola Filippo illuminato ancora in costruzione – ricorda il grillino Umberto Zucconelli – Un altro danno potrebbe essere rappresentato dalla nascita di un nuovo centro commerciale: i piccoli negozi di via Napoli chiuderanno, perfino le grandi catene devono ricorrere a contratti di solidarietà”.

Il Movimento ha tracciato alcune possibilità per la fattibilità finanziaria della riqualificazione; fondi comunali, società miste pubbliche-private, o vendita degli immobili già esistenti.