Professione colf, i giuglianesi: “Le donne dell’Est ci tolgono il lavoro”

Professione colf, i giuglianesi: “Le donne dell’Est ci tolgono il lavoro”

GIUGLIANO – Provengono dall’Europa dell’Est e lavorano come collaboratrici domestiche nelle famiglie dell’hinterland. Arrivano in coppia con i mariti o da sole in cerca di una sistemazione a breve termine. La maggior parte ha il permesso di soggiorno, mentre la percentuale clandestina va e viene dal proprio paese d’origine. L’icona è badanti o colf.


Vitto e alloggio per loro e giovedì pomeriggio e domenica i giorni di risposo. Lavorano quasi 20 ore al giorno. Sono per lo più donne sulla cinquantina di nazionalità russa, polacca, ucraina, bulgara. Assistono gli anziani disabili, cucinano per loro, rassettano la casa, gli tengono compagnia. Imparano il dialetto locale, giuglianese, qualianese, villaricchese. Sono donne fidate lo dimostrano alle famiglie e si affezionano a loro. Vogliono che le cose si facciano in maniera regolare e pretendono il versamento dei contributi. Guadagnano da un minimo di 600 a un massimo di 900 euro al mese. Sono grandi conservatrici e costruiscono case nei propri paesi.

“Ci troviamo bene con Sophia – dice una donna di Giugliano – Ci è stata consigliata da un’amica. Era stata accanto a suo padre per circa quattro anni. L’anziano era allettato e anche se i primi tempi era titubante, perché per lui una straniera, alla fine si era lasciato andare e si era persino affezionato. Sophia ha un grande cuore. È una donna paziente e si prende cura oggi di mia madre come se fosse sua”.

Spesso si hanno pregiudizi. Si ascoltano notizie al telegiornale di badanti che maltrattano gli anziani o che gli rubano denaro. “È normale avere timori e preconcetti  – dice un signore di via Spazzilli a Giugliano – Ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Come qualsiasi altro lavoro metti alla prova il personale che intendi assumere. Dopo un paio di mesi di persone in prova, abbiamo offerto lavoro ad una coppia di coniugi polacchi. Si occupano dei miei genitori. Sono delle bravissime persone. Sono oneste più dei miei compaesani”.

Naturalmente le storie cambiano a seconda delle persone. Non tutte hanno avuto esperienze piacevoli. C’è chi ha dovuto prendere seri provvedimenti fino quasi a sporgere denuncia. “A mia moglie non piaceva la ragazza che doveva assistere mia suocera – dice un signore – Sembrava una brava donna. Dopo una settimana dall’assunzione, iniziarono a sparire oggetti d’oro. Era sempre brilla. Beveva molto vino e un giorno la trovammo a terra priva di sensi. L’abbiamo mandata via”.

Dure critiche di alcune giuglianesi alle colf. “Noi siamo senza lavoro, mentre loro ricevono anche i contributi – affermano. “Ogni mese cambio ristorante, perché a causa della crisi i titolari delle location, non possono permettersi di assumerci – dice una giovane madre di via Primo Maggio –  Non possiamo lasciare i nostri figli a casa da soli per stabilirci a casa di famiglie per assistere gli anziani. Ma con 800 euro al mese pagherei le spese di gestione, mentre loro con gli stessi soldi costruiscono palazzi”.