Qualiano, “NO” alla realizzazione di un impianto di incenerimento

Qualiano, “NO” alla realizzazione di un impianto di incenerimento

QUALIANO – A Qualiano, i cittadini hanno presidiato contro l’installazione dell’inceneritore. La città è circondata da uno Stir e da più di 30 discariche abusive e statali. Una di loro come l’ex-Resit è ritenuta tra le più inquinanti d’Italia.


Ha assorbito per più d’un ventennio i rifiuti tossici delle aziende del nord. Nonostante la contaminazione delle falde acquifere, nei campi circostanti si è continuato a coltivare impunemente. La Campania è la Regione con il più alto incremento dei tumori in Italia, e un inceneritore, emittente di pericolosi inquinanti come le diossine, polveri sottili e sostanze cancerogene, non farebbe che aumentare il tasso di mortalità dovuto a malattie tumorali.

Al presidio è intervenuto Franciosi del WWF dichiarando: “Al momento per noi la soluzione migliore è quella di lasciare lì le eco balle, senza inquinare la falda. Tra quattro anni il rifiuto andrebbe a inertizzare perdendo la carica di umido e quindi diverrebbe meno tossico. La priorità ora è quella di un’immediata bonifica del territorio.” 

Inoltre se l’inceneritore dovesse essere realizzato, violerebbe l’Art 3 della legge 87 del 2007 che vieta di localizzare ulteriori siti di smaltimento finale dei rifiuti nei comuni di Giugliano, Villaricca, Qualiano e Quarto, in assenza di interventi di bonifica e di riqualificazione del territorio. 

“Per evitare l’ennesimo colpo di grazia al territorio – afferma Dario Cibelli – si possono trovare soluzioni alternative come la raccolta differenziata, il compostaggio o biostabilizzazione  e tecnologie come Ttm e Tmb”. 

Martedì scorso un corteo ha attraversato le vie della città, ribadendo le proprie ragioni come ha spiegato Giovanni Caruso. “Questa storia è iniziata tempo fa – dice – nel 1993 c’è stato un incontro a Villaricca con Andreotti e i servizi segreti deviati, da lì è partito questo piano, e oggi non è concluso, loro lo chiamano chiudere il cerchio, ma questo è chiudere noi. Qui non è possibile che i soliti noti abbiano questa facoltà di decisione. Bisogna dare un freno, questo è il momento della svolta. Non possiamo permettergli di ammazzarci”.