Randagismo a Giugliano, vacanzieri abbandonano i cani

Randagismo a Giugliano, vacanzieri abbandonano i cani

GIUGLIANO – Spaventati e con la coda fra le zampe lungo i cigli delle carreggiate. Sono i cani abbandonati dai giuglianesi. Un gioco che dura poco. Gli ospiti a volte vivono un brevissimo periodo nelle mura domestiche. Il fenomeno del randagismo aumenta in estate e l’abbandono è la causa principale.


Per alcuni diventa un problema portare con sé i propri animali. La soluzione potrebbe essere affidarli a parenti, amici oppure a strutture a pagamento. Ma gli incivili preferiscono lasciarli nelle campagne di Casacelle e via S. Caterina da Siena o lungo la Circumvallazione esterna e l’Asse Mediano. Può accadere di ritrovare cani da caccia nei campi di Giugliano.

Alcuni cacciatori insensibili, dopo aver addestrato i loro cuccioli facendoli diventare abili predatori, se ne liberano, perché invecchiando non obbediscono più ai loro ordini. Per i trasgressori esistono leggi che vietano i maltrattamenti nei riguardi degli animali.

“Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e l’ abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale“; “I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture non possono essere soppressi. Quelli ricoverati possono essere soppressi in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari e soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”.

I controlli dei NAS hanno provato che un canile su tre dell’hinterland non è a norma. Spesso le strutture architettoniche sono irregolari e inadeguate. Cani e gatti abbandonati sono stipati in mini box e quelli malati convivono con i sani. I decessi non sempre sono denunciati e questo permette ai gestori di arricchirsi ulteriormente. Inoltre, alcuni proprietari dei canili non facilitano le adozioni, perché più cani dichiarano, più soldi ricevono.

Fortunatamente esistono gli amanti degli animali. Se ne prendono cura quasi come fossero i figli. Li ospitano nelle distese delle loro campagne, spendendo fior di quattrini per tenerli in salute. Si interessano di affidarli a famiglie solo dopo un periodo di prova. “Ho una villa molto grande a Lago Patria e posso tenere all’esterno un buon numero di cani e gatti – dice una giuglianese – Finché ne avrò la forza, porterò avanti questo progetto”. La donna chiude con una citazione di Gandhi, lasciando alla riflessione e afferma: “Grandezza e progresso morale di una Nazione si giudicano dal modo in cui tratta gli animali”.