Università, parte la lotteria dei test di ammissione. Chi non passa, cerca lavoro

Università, parte la lotteria dei test di ammissione. Chi non passa, cerca lavoro

HINTERLAND – Vacanze finite per gli ex maturandi. Consegnati i bandi d’iscrizione per sostenere gli esami di ammissione ai corsi di laurea, oggi sono alle prese con i test di preparazione. Cultura generale, biologia, chimica, letteratura, logica, fisica, matematica, storia. E chi più ne ha più ne metta.


L’aspirante ingegnere, dovrà misurarsi con la storia dell’italiana letteratura e De Sanctis. E gli studenti vanno in tilt. “Mi manda su di giri che debba studiare Hegel – dice Giulia, ex studentessa dell’Ipsia Marconi di Giugliano – Vengo da un istituto tecnico. Non ho le basi di filosofia. Per superare i test, pare che io debba conoscerlo”. Dello stesso parere sono altri giovani studenti.

“Ho conseguito il diploma alberghiero, vorrei iscrivermi all’università. Durante il mio percorso di studi è nata la passione per l’architettura – dice Gianni di Villaricca – Sto studiando da dicembre, ma temo di non riuscire a farcela. I programmi sono immensi e mi accorgo che alcuni quiz, sono troppo generici. Forse sto perdendo tempo”. Molti ragazzi credono di aver sbagliato percorsi scolastici. Spiegano che a 13-14 anni non si ha la consapevolezza di ciò che si vuol fare da grandi.

“Se tornassi indietro, sceglierei il liceo scientifico – dice Marco di Marano – Ho studiato allo psicopedagogico. Se vuoi fare il medico o il fisioterapista, devi avere un’altra preparazione”. Non è della stessa idea Fabrizia, secondo la quale per superare i test è questione di grande fortuna. “Mia cugina l’anno scorso è entrata a Professioni sanitarie, non era affatto preparata. Durante i quiz ha fatto testa o croce con una monetina. Grazie allo scorrimento e alla rinuncia di alcuni ragazzi, oggi è al secondo anno”.

Fortuna o preparazione, la stragrande maggioranza dei giovani del territorio, proverà i test di ammissione. Qualcuno ha già l’alternativa. “Se non dovessi riuscire, andrò a lettere o cercherò lavoro in un call center o in un negozio di telefonia – dice Fabio di Qualiano – Potrei sempre riprovare l’anno prossimo, ma sono sicuro che dopo aver visto i primi stipendi, mi passerà la voglia di studiare. Molti laureati con master svolgono lavori di questo tipo, quindi non dispererò di non avere un titolo”.