Caso disabile di Mugnano, parlano i genitori del bambino

Caso disabile di Mugnano, parlano i genitori del bambino

Con difficoltà, mi trovo a dover esprimere il mio pensiero su questa storia che vede coinvolto il mio bambino. Il dovere morale e l’amore che nutro per mio figlio m’impongono di fare chiarezza nel modo che più mi è consono, con pacatezza e rispetto di tutte le parti, e spero di riceverne altrettanto. Non desidero dare giudizi morali sui genitori che hanno chiesto l’allontanamento da mio figlio, non è mio compito, e non me ne arrogo il diritto. Ma vorrei spendere due parole per descrivere e far conoscere innanzitutto un bambino, e lo sottolineo … e dopodiché un bambino disabile.


Non darò spiegazioni scientifiche, perché è giusto che lo facciano persone più competenti, ma mi limiterò a descrivere il mio bambino e il suo vissuto. Mio figlio è di un’estrema dolcezza, desideroso di comunicare e condividere, dietro le difficoltà relative alla sua patologia, s’ intravede, ad occhi attenti, un’esuberante gioia di vita che travalica la malattia, in sostanza, come tanti bambini speciali, una viva intelligenza è inglobata in limiti sensoriali. Posso comprendere i timori di una madre, ma non posso e non voglio accettare una modalità di comportamento intrisa di pregiudizi che si è concretizzata con scorrettezza e assoluta mancanza di empatia. Vorrei far comprendere che la sana crescita di ogni bambino non si ottiene solo attraverso l’assimilazione nozionistica, ma tramite un processo molto più elaborato di condivisione e conoscenza, percorso dal quale si ottiene la piena maturità emotiva, intellettuale ed etica dell’individuo. Interagire con un compagnetto disabile è fonte di grande ricchezza, data la loro spontanea capacità di donarsi senza filtri. Insegnare ai propri figli la gioia di dare, oltre che ricevere, è grande lezione di vita. Non trovo linearità di pensiero nella dichiarazione rilasciata dal signor Verrazzo. Non credo, infatti, che un genitore debba essere sostenuto nella semplice richiesta di spiegazioni, che possono essere abbondantemente fornite dalla Dirigente Scolastica, dalle Dott.sse dell’ A.S.L, dal corpo insegnanti e da noi genitori, e facilmente comprese da adulti normodotati. Credo, al contrario, che sia la controparte più debole, ossia il disabile, a dover essere sostenuto e accompagnato nell’inserimento scolastico. Non è accettabile emarginare un essere innocente, non  è accettabile sminuire e mettere in discussione gratuitamente l’amore ed il lavoro di tutte le persone che partecipano alla crescita e alla vita di mio figlio. Ed è per questo che noi genitori intendiamo ringraziare la D.S. Maria Loreto Chieffo per il messaggio chiaro di denuncia, con la quale è intercorso sempre un sereno rapporto, e che ha provveduto ai bisogni scolastici di mio figlio e della classe intera, disponendo un’insegnante di base e due di sostegno per 22 ore di copertura, che hanno suscitato la nostra approvazione. Ringraziamo le insegnanti della scuola materna che con dedizione hanno accompagnato il bambino per quattro anni, durante i quali non è mai intercorso nessun incidente rilevante, e che ne dimostra la piena gestibilità. Ringraziamo le neuropsichiatre dell’A.S.L. di Mugnano, per le quali nutriamo profonda stima. Ringraziamo i dottori ed i terapisti del Centro Serapide di Mugnano, che con competenza ed umanità ci seguono e ci aiutano in questo difficile cammino che si chiama disabilità. Ringraziamo la comunità di Mugnano, gli amici tutti e la famiglia che si sono stretti intorno a noi supportandoci con affetto e partecipazione. Ringraziamo inoltre l’amica e giornalista Rita Parisi per il suo sostegno. Confidiamo nella discrezione e nel discernimento del Sindaco Giovanni Porcelli e di tutte le figure preposte al caso. Chiediamo con forza che siano rispettati i diritti del nostro bambino, e che si faccia chiarezza e giustizia su eventuali ingerenze esterne; riservandoci di fare tutto quanto sia possibile per la tutela di nostro figlio con eventuali provvedimenti legali. Ci auguriamo che questa vicenda non dia adito a sterili strumentazioni politiche, e che non si giochi ulteriormente sulla pelle di nostro figlio. Nella certezza dei valori cristiani che appartengono alla nostra famiglia, sulla cui base cresce e prospera, lasciamo una porta aperta al dialogo, sperando vivamente che da questa vicenda nasca un attento e solidale desiderio di conoscenza e compartecipazione alle innumerevoli problematiche che si trovano a vivere le famiglie con problemi di autismo e di disabilità in generale.

Prego, infine, i mezzi di comunicazione e d’informazione di attenersi scrupolosamente a questo comunicato ufficiale.

Per qualsiasi comunicazione potete rivolgervi all’Associazione Nazionale Aperta mente/il mondo interno onlus (3206876294 / 3381307387).                                   

 

I genitori del bambino