Centri scommesse e slot machines, il grande business della crisi

Centri scommesse e slot machines, il grande business della crisi

GIUGLIANO – Spuntano come funghi negli ultimi tempi. Insieme ai “comproro” sono le uniche attività commerciali che hanno registrato un incremento di fatturato in periodi di recessione. Merito di una legislazione lacunosa e di una regolamentazione locale completamente assente, i centro sommesse a Giugliano non fanno eccezione rispetto al trend nazionale. Nel nostro territorio si incrociano ad ogni angolo di strada. L’ultimo in ordine di tempo sta sorgendo fra Via Giuseppe di Vittorio e Via Mario Pirozzi. Sostituisce una cartolibreria che non ha resistito allo tsunami della crisi. Ma non è l’unico. Ne spunta un altro sulla stessa Via Mario Pirozzi a poco meno di 500 metri.  Un altro ancora a meno di un chilometro nei pressi della Villa Comunale. Sembra che non ci siano distanze da rispettare.


All’interno dei centri scommesse, storie di crisi. C’è chi gioca alle corse dei cavalli, chi punta sulle partite di un campionato straniero. Ciascuno sogna la grande vincita che possa riscattare anni di difficoltà economiche e carenza di lavoro. Qualunque cosa si può giocare in qualunque giorno della settimana. “L’altro weekend ho perso 400 euro, metà del mio stipendio”, dice un cassaintegrato che preferisce restare nell’anonimato. “Mia moglie non ne può più. Dice che dobbiamo pensare a nostro figlio e che il gioco mi sta uccidendo”, continua a raccontare.

Il vero guaio sono le slot machines. Macchinette mangiasoldi che ingoiano redditi e vite umane. Oltre ai centri scommesse, sono i tabacchi e i bar a ospitarne sempre di più speculando sulle debolezze della povera gente. “Se non fosse stato per mia figlia, sarei finito in mezzo a una strada”, racconta Gerardo, un anziano di circa ottant’anni. Sua figlia Adele l’ha salvato togliendogli i soldi dal portafoglio e impedendogli di uscire. Una lotta continua per liberare un padre schiavo del demone del gioco. “Noi non imponiamo di giocare, ognuno è libero di fare ciò che vuole”, prova a difendersi un tabaccaio che ha appena installato un paio di videopoker nel suo locale. Ma intanto lo Stato agevola l’uso indiscriminato delle slot machines. L’art. 14 dell’ultimo decreto IMU prevede una sanatoria delle penali sulle macchinette che frutterà alle casse dello stato 600 milioni di euro.

A Giugliano storie come queste se ne trovano parecchie. Ma c’è meno prevenzione e meno attenzione che in altre parti di Italia. I casi di ludopatia accertati dall’Asl ammontano a zero. Chi soffre di disturbi da gioco compulsivo viene indirizzato al centro di igiene mentale che sorge sulla circumvallazione esterna. Voci vicine all’Azienda Sanitaria Locale ci dicono che sarebbe dovuto nascere uno sportello ad hoc per i casi di ludopatia, ma i tagli del Governo agli enti locali hanno impedito poi che il progetto decollasse. Così attualmente Giugliano è una Las Vegas senza regole e senza assistenza per chi soffre di patologie del genere. Chiunque può aprire un centro scommesse e chiunque all’interno può perderci la dignità e la salute.