«Ci siamo vergognati di essere italiani». I sindaci della Terra dei Fuochi, cacciati dall’incontro con Napolitano

«Ci siamo vergognati di essere italiani». I sindaci della Terra dei Fuochi, cacciati dall’incontro con Napolitano

HINTERLAND – Smacco a diversi sindaci della cosiddetta “Terra dei Fuochi’’, al Maschio Angioino, nella mattinata di sabato. In occasione della commemorazione del 70esimo anniversario delle “Quattro Giornate di Napoli’’ (durante le quali il popolo partenopeo insorse contro l’occupazione nazista, dal 27 al 30 settembre del 1943), organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e alla quale ha preso parte il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alle fasce tricolori di Melito, Marano, Frattamaggiore, Frattaminore, Casoria, Cardito e Serrara Fontana, è stato impedito l’accesso allo storico castello di Piazza Municipio, sede del cerimoniale.


I primi cittadini, che, fanno sapere, non avevano alcuna pretesa d’intervento su argomenti critici quali l’ambiente o la giustizia, vere proprie piaghe dei territori dell’area nord di Napoli e del casertano e da portare all’attenzione del Capo dello Stato, sono stati allontanati dalle Forze dell’Ordine su disposizione dell’apparato di sicurezza del Quirinale.

“Per la prima volta, ci siamo vergognati di essere italiani’’, afferma Vincenzo Caso, sindaco di Frattaminore che raccoglie un po’ il pensiero di tutti i presenti.

“Caro Presidente Napolitano – continua Caso rivolgendosi al Capo dello Stato – sei nella tua città per la ricorrenza delle “Quattro Giornate di Napoli’’, in occasione della storica resistenza del popolo napoletano, ti diciamo, con la fascia stretta tra le mani, che questo popolo continua a resistere ai soprusi e alle violenze alle quali siamo stati abbandonati e condannati da uno Stato indifferente, da Te rappresentato’’.

Nelle prossime ore, intanto, è attesa una nota dell’Ordine degli Avvocati, per chiarire la vicenda, al dire il vero, più unica che rara.