Corteo NO inceneritore, parlano le mamme: «basta veleni. I nostri figli muoiono»

Corteo NO inceneritore, parlano le mamme: «basta veleni. I nostri figli muoiono»

GIUGLIANO – Giugliano c’era. Circa 10000 le persone in marcia che hanno partecipato al corteo cittadino, ieri sera alle 19:20, partito da Piazza Matteotti. Tutti pronti a manifestare contro l’inceneritore, contro la paura di un’ennesima gestione sbagliata e scellerata dei rifiuti. Numerose scuole, associazioni dell’hinterland, e madri che con i propri figli, in testa al corteo, hanno alzato la voce, hanno espresso la propria disapprovazione e le paure che vivono ogni giorno, temendo per la salute dei propri figli. Abbiamo intervistato alcune delle tantissime mamme presenti al corteo.


“Io sono terrorizzata, sono una madre di tre bambini, di un’età particolare, 3, 5 e 9 anni. Giugliano vive ormai da sempre il disastro ambientale legato alla cattiva gestione dei rifiuti, ma questa volta da questa terra martorizzata vogliono troppo. L’inceneritore no. Cosa ne sarà dei miei figli, e di quelli di tutte le madri di questo territorio. Perché devo vivere con l’ansia che da un giorno all’altro qualcuno si ammali improvvisamente. Basta. Questa sera siamo tutti qui in piazza per farci sentire, sono stanca di non avere la possibilità di scegliere una vita migliore. Non vogliamo più essere spettatrici passive delle decisioni che chi ci rappresenta prenderà per noi”.

“Sono qui come tutti per rompere il silenzio, per garantire un futuro alla mia famiglia. A pochi minuti dalla partenza del corteo, mi auguro che si affolli sempre più di cittadini, che non si crei il panico o casi di violenza. Il motivo deve essere unico per tutti: NON LO VOGLIAMO, NON VOGLIAMO QUESTI VELENI. Non possiamo ancora una volta pagare le conseguenze di una condizione disastrata  legata al nostro ambiente. Qui, nella terra del “triangolo della morte” vogliamo la bonifica e la raccolta differenziata”.

E ancora c’è chi urla: “WE RESTART” Chi, con voce tremante, dichiara di avere casi tumorali in famiglia, nati e aggravati in un tempo rapidissimo, e non riesce ad accettare che tutto questo accada, che venga costruito un nuovo mostro che che alimenta e amplifica patologie fulminanti, malattie inguaribili e danni alla salute.