Don Patriciello contro l’inceneritore di Giugliano: “Stiamo morendo di tumore”

Don Patriciello contro l’inceneritore di Giugliano: “Stiamo morendo di tumore”

HINTERLAND – Nella Parrocchia di San Paolo, nel cuore del Parco Verde di Caivano, c’è odore di vernice fresca. Sulle panche davanti all’altare ci sono bambini e mamme in attesa pronte a confessarsi. Don Maurizio Patriciello, il prete anticamorra che ha deciso di sfidare il silenzio di Stato, incarna una ventata di cambiamento di questi tempi estranea anche alla Chiesa. L’amore viscerale per la sua terra lo si capisce dal numero di persone che lo cercano in parrocchia. Mentre ci sediamo al suo fianco per intervistarlo, viene avvicinato da una donna malata di tumore che non riesce ad arrivare a fine mese.


Padre, che rapporto ha con loro? Con i malati di cancro?

“Soni i nostri amici, i nostri parenti. In questo periodo ho rapporti soprattutto con i genitori dei bambini morti. Sto provando a metterli insieme per aiutarli ad affrontare il dramma della scomparsa dei propri figli. Anche nell’ambito dell’iniziativa delle cartoline dalla terra dei fuochi, ho proposto al fotografo Mauro Magnano di ritrarre le mamme con la foto del proprio bimbo scomparso. Le semplici immagini delle discariche e dell’immondizia, purtroppo, non fanno più effetto.”

Lei si fa carico di rappresentare il problema dei rifiuti in Campania laddove le istituzioni latitano. Sente il peso della sua missione? A volte non si sente impotente?

“Certo che ne sento il peso. Noi siamo impotenti. Dalla nostra parte abbiamo la forza della verità, dell’umiltà, della trasparenza.  I politici dicono che bisogna rinnovare, ricominciare dalle scuole e dall’educazione. C’è un popolo come quello campano che reclama i propri diritti e lo fa con garbo e con insistenza, credendo ancora nelle istituzioni. Ma le istituzioni come reagiscono? Giocano a nascondersi come quando eravamo bambini.”

Quelle stesse istituzioni che hanno pensato di costruire l’inceneritore a Giugliano. 316 milioni di euro il costo.

“La domanda è una sola. Cosa dovrà incenerire questo inceneritore? Di cosa parliamo? Dei rifiuti solidi urbani? Per quelli l’impianto di Acerra è più che sufficiente. L’Europa ha detto che entro il 2020 dobbiamo adottare altre tecniche di smaltimento. Abbiamo l’inceneritore di Acerra, con tutte le nano particelle che rilascia nell’aria, quello di Giugliano, i roghi e gli sversamenti di rifiuti industriali nelle campagne. E poi ci si meraviglia che questo popolo sta gettando il sangue per il tumore?”

Che appello vuole lanciare?

“Io chiamo a raccolta tutti. Ci sono i soldi dello Stato, della Regione, di semplici cittadini. Abbiamo tanti ricconi in giro, che dessero la loro parte. Abbiamo poi i beni sequestrati alla camorra. Qualcosa per queste terre la dobbiamo fare. Sennò passeremo alla storia non come la generazione dei cattivi ma degli stolti.”