Don Tommaso: “Certi politici sono peggio dei camorristi”. Anche il clero pronto a scendere in campo contro l’inceneritore

Don Tommaso: “Certi politici sono peggio dei camorristi”. Anche il clero pronto a scendere in campo contro l’inceneritore

148 decessi per tumore fra il 1 luglio e il 28 agosto. Tutti con un’età compresa fra i 40 e i 50 anni. Tutti residenti a Giugliano. Con questo dato sconcertante Don Tommaso D’Ausilio, parroco di S. Pio X, lancia un grido d’allarme alla comunità per scongiurare l’arrivo dell’inceneritore. Secondo il prete, cattiva politica e inquinamento del territorio sono due facce della stessa medaglia. Già in occasione dello scioglimento del Comune per sospette inflitrazioni camorristiche il parroco distribuì un documento a nome di tutti i sacerdoti della diocesi in cui condannava il malaffare degli amministratori locali.


Don Tommaso, quella lettera scatenò un vespaio di polemiche. Don Angelo Parisi intervenne prendendo le distanze. Compito della Chiesa è “formare le coscienze, non fare politica”, disse.

La lettera in verità fece polemica perché non utilizzammo la parola “camorra”. Ma la lettera non nacque per condannare la criminalità organizzata, piuttosto per incoraggiare il popolo al cambiamento. Sia chiaro, come ho già precisato durante un intervento pubblico in occasione dei festeggiamenti della Madonna della Pace, non abbiamo paura della camorra. Però la lettera nacque per altre ragioni. Nel documento parlavamo di “connivenza con il male” riferendoci a tutti i patti e gli accordi sotto banco che in questi anni hanno distrutto il nostro territorio.

C’è un periodo o un’amministrazione in particolare a cui si riferisce?

A Giugliano c’è uno sciacallaggio che va avanti da un trentennio. Dinnanzi alla morte del territorio la gente continua a fregarsene. Le colpe sono diluite e non hanno un preciso colore politico. La responsabilità è in generale della strafottenza del popolo di Giugliano. Come Esaù si vendette suo figlio per un piatto di lenticchie, noi ci siamo venduti la dignità per una zuppa di fagioli.

Ma rispetto alla cattiva politica, la Chiesa che posizione prende? Lei sposa la scuola “interventista”?

Io sposo la linea di di Papa Francesco. La Chiesa non può tacere la disonestà e ha l’obbligo morale di difendere l’interesse pubblico. Laddove i diritti vengono calpestati, la Chiesa deve alzare la sua voce, che è la voce dei poveri.

Sullo scioglimento il clero si è però espresso subito. Rispetto alla questione dell’inceneritore, invece, sta tentennando o sbaglio?

La questione dell’inceneritore è nata quest’estate, con somma strafottenza dei politici. Quando sono state prese questi decisioni, i rappresentanti del nostro territorio dove stavano? Dove stavano gli attuali consiglieri regionali? Alle prossime elezioni amministrative verranno a chiedere voti? In cambio di cosa?

Non giriamoci intorno. Cosa farà il clero di concreto?

Proprio ieri si sono riuniti tutti i sacerdoti di Giugliano. Era presente anche il vescovo Spinillo. Abbiamo pensato di organizzare un convegno in una struttura pubblica dove invitare personalità come il Dott. Marfella, Raffaele Cantone, Raffaele Del Giudice. Ne vogliamo sapere di più, informare la cittadinanza e lasciare che decidano i cittadini in coscienza cosa fare. Non possiamo dire che l’inceneritore fa male senza spiegarne il perché.

Insomma, non scenderete in piazza.

Prima di scendere in piazza, dobbiamo avere le idee chiare, altrimenti sembreremo un’armata brancaleone. Non possiamo agire per sentito dire. L’inceneritore è soltanto la punta dell’iceberg.

Don Tommaso, risposta secca: è contro l’inceneritore o no?

Contro, contro, per carità! Abbiamo già dato tanto. Il Prefetto Pansa disse che la popolazione giuglianese non desta preoccupazione. Ma ciò non significa che siamo fessi. Significa che amministratori e funzionari hanno agito nei palazzi di potere all’oscuro dei cittadini seguendo i loro interessi. Mi riferisco anche ai politici giuglianesi. Queste sono le connivenze di cui parliamo, dei politici che si sono venduti l’anima al diavolo.