Inceneritore di Giugliano, spunta il bando in rete. 316 milioni il costo complessivo

Inceneritore di Giugliano, spunta il bando in rete. 316 milioni il costo complessivo

GIUGLIANO – Sta circolando in queste ore il documento descrittivo del bando di gara per la costruzione dell’inceneritore di Giugliano. Tanti gli elementi che balzano agli occhi dei cittadini. Anzitutto i costi. 316 milioni di euro la cifra stimata per la realizzazione dell’impianto. 25 i milioni per la gestione annuale. Un fiume di danaro a cui, però, la Regione e il Comune non contribuiranno in nessun modo. Il progetto faraonico, infatti, così come specifica il bando, sarà finanziato dalla società vincitrice della gara, che avrà come unico corrispettivo i proventi derivanti dalla gestione.


Anche il trasporto delle balle dai siti di stoccaggio disseminati in tutta la Regione sino al termovalorizzatore è a carico della ditta aggiudicataria. Un lungo viaggio, se si pensa che le balle proverranno anche da Avellino e Benevento, mentre l’area su cui sorgerà l’impianto è l’ex centrale elettrica dell’Enel ubicata nell’ex zona Resit di Giugliano. L’Enel avrebbe già dato disponibilità a cedere la proprietà del sito per 4 milioni di euro.

La società vincitrice del bando di gara, in scadenza il prossimo 12 ottobre, gestirà direttamente la struttura in concessione dalla Regione per 20 anni. Periodo in cui dovrà bruciare le 5 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti stoccate in tutta la Regione Campania. Per finanziare la gestione dell’impianto, la dittà potrà proporre agli enti locali anche lo smaltimento dei RSU (rifiuti solidi urbani) in cambio della riscossione di una tariffa. Ciò significa i cittadini di Giugliano e dei paesi limitrofi dovranno sostenere di tasca propria il mantenimento dell’inceneritore.

Pubblicata insieme al bando anche la lista dei siti di stoccaggio. Le balle non proverranno solo da “Taverna del Re” e dagli altri siti di Giugliano (Ponte Riccio e Cava Giuliani), ma anche dal depuratore Asi di Marigliano, da Acerra, dalla Provincia di Salerno (Battipaglia, Eboli, Nocera Inferiore, Persano), da Caserta (Villa Literno, Santa Tammaro, Capua, Santa Maria La Fossa, Marcianise) e financo da Benevento e Avellino.

Intanto, comitati civici e partiti locali preparano altre mosse per scongiurare l’arrivo dell’ecomostro. Previsto per il 7 settembre un sit-in davanti agli studi Rai di Napoli per protestare contro il silenzio dei media sulle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone.