L’inceneritore di Greenwich

L’inceneritore di Greenwich

Greenwich. A Greenwich esiste l’inceneritore più grande d’Europa. Le sue ciminiere svettano tanto in alto nel cielo da confondersi fra le nubi. I suoi camini sono sempre accesi. E fra le loro fiamme bruciano tonnellate e tonnellate di immondizia provenienti da ogni angolo del regno. L’attività di combustione immette nell’aria polveri sottili che tutti gli abitanti di Greenwich inalano inconsapevolmente. Si moltiplicano le malattie e i disturbi respiratori, ma nessuno si oppone alla presenza della grande struttura. C’è chi nasce con volti deformi, chi con un polmone, chi con un cervello a forma di sacchetto. Tutti indossano mascherine anti-gas distribuite gratuitamente dalle istituzioni locali.


Negli Archivi ufficiali dell’Università di Barkeley è impossile risalire alla data di costruzione dell’inceneritore. La memoria dell’evento è stata rimossa, come se nel tempo qualche potere occulto avesse praticato una politica dell’oblio diretta a convincere i cittadini di Greenwich della presenza ”naturale” dell’impianto sul territorio. Non a caso dalle testimonianze orali risulta che il suo arrivo fu accompagnato da una massiccia operazione di propaganda tesa all’instupidimento della cittadinanza e volta a rafforzare l’idea che l’inceneritore fosse una struttura come le altre, presente in qualsiasi altro angolo del mondo, al pari di una scuola o di un’ospedale. I cittadini di Greenwich vivrebbero così in uno stato di ipnosi collettiva, incapaci di riflettere sulle decisioni che li riguardano.

Dagli archivi non risulta nulla neanche a proposito delle ragioni che portarono alla costruzione dell’impianto. Fra le ipotesi più accreditate dagli storici, vi è quella di stampo economico: l’inceneritore, per quanto dannoso alla salute, avrebbe portato un fiume di sovvenzioni statali tali da arricchire fino all’inverosimile un manipolo di spregiudicati imprenditori, alcuni dei quali vicini alla criminalità organizzata. Un’altra teoria, invece, attribuisce alla debolezza cronica delle istituzioni locali il motivo della sua costruzione: gli Stati limitrofi avrebbero approfittato dello scarso potere di interdizione della comunità di Greenwich per edificare un impianto destinato a bruciare i rifiuti delle loro città. La comunità di Greenwich, incapace di organizzare un vero movimento di protesta, avrebbe permesso l’arrivo degli stranieri sul proprio territorio senza battere ciglio. Non si sa quale delle due ipotesi sia più verosimile. Probabile che in ciascuna di esse vi sia un fondo di verità.

Chi lascia Greenwich, ad ogni modo, sa che l’inceneritore è una possibilità, non una certezza. Apprende che esistono altre tecniche di smaltimento dei rifiuti meno dannose e che le comunità degli altri territori vengono interpellate quando si tratta di decidere della costruzione di un impianto del genere. Chi ritorna a Greenwich vede una città priva di coscienza collettiva, in balia dei poteri forti e afflitta da strane malattie. Vede un eco-mostro che intossica l’aria e toglie la salute ai propri figli e ai figli dei propri figli.