Manca l’agibilità, a Qualiano si gioca a porte chiuse

Non è stata infatti concessa l’agibilità degli spalti per l’accesso degli spettatori, che in termini spiccioli significa partita a porte chiuse. Se ne rammarica la società, che attraverso il presidente Alaimo afferma: “giocare a porte chiuse è la morte del calcio, dello sport in generale; non avere i nostri tifosi che ci sostengono per noi è penalizzante, spero solo che si possa risolvere il problema a breve, abbiamo già ricevuto assicurazioni in tal senso dall’amministrazione”.

Ma a quanto pare, l’affare non è di semplice soluzione: l’ingegner Costantino, responsabile del locale Ufficio Tecnico, interpellato telefonicamente ci rivela che “il campo è in perfette condizioni, anche gli spalti sono ben costruiti, ma mancano i lavori di messa in sicurezza per gli ingressi, per la separazione delle tifoserie, lavori che sono stimabili in circa 500mila euro”, specificando poi che “a dare l’agibilità non è l’Ufficio Tecnico, ma una speciale commissione composta anche dalle forze dell’ordine”.

Caustico il commento dell’ex sindaco qualianese, Salvatore Onofaro: “il Santo Stefano è stato per anni al centro dell’attenzione mia e della mia amministrazione, lo abbiamo trasformato da piccolo campetto di periferia a struttura esemplare; questo è l’ennesimo smacco che la nuova guida cittadina ci regala in questi tre mesi”.

Raffaele Silvestri
Raffaele Silvestri
Telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista di carta stampata e web, social media manager, e tutto ciò che riguarda il mondo della comunicazione duepuntozero. E' il direttore responsabile de Il Meridiano News

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