Marano, ampliamento del cimitero. In aula scoppia la polemica

Marano, ampliamento del cimitero. In aula scoppia la polemica

MARANO – Il civico consesso, riunitosi nella giornata di ieri, ha finalmente fatto chiarezza sulla spinosa questione dell’ampliamento cimiteriale di via Vallesana. L’assise era sta convocata d’urgenza, in una seduta monotematica, su iniziativa della maggior parte dei consiglieri di opposizione che chiedevano una relazione sullo stato dei lavori e la creazione di una commissione straordinaria, incaricata di seguire l’opera in tutte le sue fasi.


Il progetto di ampliamento del cimitero, nato nel 2006 come project financing, si è arenato nel 2011 quando i titolari della ditta appaltatrice, la Mastromimico costruzioni, sono stati arrestati per affiliazione alla criminalità organizzata. Da allora il progetto è stato portato avanti sotto la supervisione di un curatore giudiziario, e da project financing  si sarebbe trasformato in  un autofinanziamento: sono cioè gli stessi cittadini che prenotano i loculi a finanziare l’intera opera. Attualmente sono 1137 i loculi prenotati, per cui ben 792 famiglie hanno già pagato le prime due rate per un totale di 1400 euro.

Proprio su questo punto si è dibattuto in aula, ovvero come ha spiegato il consigliere di opposizione Michele Palladino: “ Se paradossalmente venisse a mancare l’autofinanziamento, cioè non ci fossero più prenotazioni per i loculi, necessario per il completamento dell’opera che fine farebbero i soldi già versati dalle famiglie?” Su questo argomento si è svolto il dibattito in aula, dibattito in cui non sono certo mancate le polemiche. “Non capisco tutto questo allarmismo – tuona il sindaco Angelo Liccardo – È tutto sotto il controllo della magistratura, quando c’era la Mastromimico nessuno si preoccupava dei lavori, ora che sono controllati dal Gip sorgono i dubbi? L’opposizione cerca solo di strumentalizzare”. Non si è fatta attendere la risposta del capogruppo de L’Altra Marano Mauro Bertini: “Nessuna strumentalizzazione, i cittadini sono preoccupati e noi abbiamo il dovere di portare le loro istanze in Consiglio. Chiediamo solo attenzione e trasparenza”.

A tagliare la testa al toro è stato infine il consigliere di maggioranza Giorgio Sansone che, avvalendosi di un documento del Gip, ha spiegato come “qualora i fondi derivanti dalle prenotazioni dovessero venire a mancare, il completamento dei lavori è garantito da fondi propri e da titoli di portafoglio”. L’amministrazione insomma ha rassicurato i cittadini: l’opera sarà completata in ogni caso, anche se i tempi non saranno brevissimi.