Napoli troppo mimetizzato nel primo tempo, poi ci pensano gli ‘scarti’ del Real

Napoli troppo mimetizzato nel primo tempo, poi ci pensano gli ‘scarti’ del Real

NAPOLI – Primo a punteggio pieno, il Napoli archivia la pratica Atalanta e si proietta nel miglior modo possibile verso i primi

@Raffaele Silvestri

NAPOLI – Primo a punteggio pieno, il Napoli archivia la pratica Atalanta e si proietta nel miglior modo possibile verso i primi due scontri chiave della stagione: l’esordio europeo con i vicecampioni del Borussia Dortmund, e la trasferta di San Siro contro il Milan. Eppure, complice la prima con la maglia ‘camouflage’, la banda Benitez ci ha messo tanto, troppo, per mettere sotto i nerazzurri orobici.

Mertens fa ancora fatica a entrare negli schemi, Insigne a destra non è efficace come sulla corsia mancina, dove può accentrarsi piuttosto che puntare il fondo. Dzemaili appare spesso impreciso e non garantisce la copertura di Behrami, l’impiego di Armero in una linea a 4 ha spesso le fattezze dell’azzardo. Ma don Rafè, ancora una volta, dimostra di vederci lungo.

Il tecnico spagnolo, maestro in campo e nell’arte della comunicazione, precisa che “non è turnover, sono tutti titolari”, ma in difesa gli unici confermati sono i suoi uomini di fiducia, Reina e Albiol. Il primo ha immediatamente cancellato le incertezze veronesi, il secondo ci ha messo poco a diventare il vero riferimento del pacchetto arretrato; accanto a lui, ritrova il campo capitan Cannavaro, che trae grande beneficio dalla presenza del campione europeo e mondiale al suo fianco, lasciando a lui il ruolo da leader ed evitando di portare palla e fare il regista: quando si limita al suo compito, dimostra di essere almeno una spanna superiore a Britos.

E quando arriva il momento di spingere sull’acceleratore, dentro Hamsik e Callejon, e partita completamente cambiata. El Pipita Higuain si prende il primo boato del San Paolo, il pupillo di Mourinho che faceva sedere in panchina Ozil e Di Maria chiude il discorso con un sinistro da chirurgo e fa tre su tre: fosse connazionale dei centrocampisti, parleremo di puntualità svizzera.

“La partita più importante è quella con l’Atalanta”, diceva il simpatico Benitez. Un rischio calcolato, per tenere alta la tensione di chi – ad oggi – non è una prima linea, verificare lo stato di salute e la fame dell’intera rosa, preservare alcuni elementi fondamentali (per altro reduci dalle fatiche con le nazionali) in vista dei prossimi incontri importanti. E allora caro mister, diciamolo, quello di sabato è stato turnover. Un gran bel turnover, non come quelli scellerati e senza senso visti lo scorso anno, che sono costati figuracce in tutta Europa (con il conseguente magro bottino di punti UEFA che relega il Napoli in quarta fascia di Champions) e in campionato, dove si sono lasciati per strada punti che avrebbero potuto tenere gli azzurri in corsa fino alla fine per il titolo.

Dei 24 giocatori in rosa, dopo appena 3 impegni mancano all’appello i due portieri di riserva, Colombo e Rafael, i due centrali di difesa Fernandez e Uvini, l’ala Bariti e il giovane colombiano Zapata in attacco. Già 18 uomini schierati, e siamo solo ad inizio stagione, con l’Atalanta è cominciato un miniciclo di 7 match in 22 giorni, il numero è destinato ad aumentare, soprattutto dopo il doppio impegno da brividi Borussia-Milan.

Ora, c’è da scommetterci, per mister Rafa la partita più importante sarà quella con i gialloneri di Jurgen Klopp, che mercoledì arrivano al San Paolo dopo il roboante 6-2 inflitto al malcapitato Amburgo. E allora sotto con l’Europa, dove il tecnico nato a Madrid ha vinto ogni cosa possibile. E pare che, di fermarsi, non ne abbia alcuna intenzione.