Ora ci riprendiamo la nostra terra. Nessuno più decida per noi

Ora ci riprendiamo la nostra terra. Nessuno più decida per noi

L’incubo in cui era piombata la città sembra finito. Ci siamo svegliati tutti venerdì sera a Piazza Matteotti, in mezzo ad una marea di cittadini che stringeva fra le mani il proprio destino. Quello che ci è stato rubato dai cartelli criminali che hanno trasformato il Meridione nell’immondezzaio del Nord. Quello che ci è stato scippato da una classe dirigente nazionale che ha imposto e ci continua ad imporre le proprie decisioni a colpi di leggi senza interpellare le comunità locali. Giugliano ha gli occhi aperti, adesso. E nessuno può più rubarci nulla.


Fa strano come il grande corteo sia stato accolto nel silenzio dei media nazionali. La Rai ci ha ignorati. Stesso discorso per i grandi quotidiani. 10mila persone in piazza non fanno più notizia. Così come il risveglio della dignità di un popolo. Finiamo sulle pagine dei giornali solo per  le stragi di camorra o per i fusti tossici risputati fuori dalle campagne di Casal Di Principe o di Caivano. Quegli stessi fusti che portano sopra la dicitura “Milano”, ennesima prova di un gioco al massacro che ha visto la Campania nel ruolo della vittima e il Nord capitalizzato in quello del carnefice.

Già, questo è stato il prezzo della competitività delle industrie settentrionali fra gli anni ’80 e ’90: la salute di milioni di meridionali.  Il Pil al costo della vita di decine di migliaia di bambini morti di leucemia che ora le mamme piangono rabbiose e disperate nei cortei di paese. Un’economia drogata, retta dal patto scellerato fra l’imprenditoria settentrionale e i clan della camorra.  

A tutto questo la città e le altre dell’hinterland hanno detto no. Il popolo si è ribellato a una dittatura silenziosa mascherata da democrazia che ha giocato con le nostre vite. Chi doveva vigilare sul traffico di rifiuti tossici non ha vigilato. Chi ha ignorato il dramma che si stava consumando negli anni dell’eco-business vuole regalarci l’inceneritore. Ma questa terra ha sopportato troppo. Non siamo più una regione da colonizzare. Ci riprendiamo la libertà di decidere per noi. E noi lo abbiamo detto a gran voce: via l’inceneritore da Giugliano.

E via anche la camorra. Via quelli che appartengono direttamente o indirettamente a quel sistema criminale che ha contribuito a massacrare questo territorio. Via quelli che non prendono una posizione netta rispetto al bene di questa città. Non è più tempo di zone grigie, di doppiogiochismi. Napoli Nord deve risputare come corpi estranei i figli che l’hanno tradita. Via, via da qui. Per voi non resta che la dannazione e l’oblio.