Protesta contro l’inceneritore, troppe spaccature. Si rischia l’impasse

Protesta contro l’inceneritore, troppe spaccature. Si rischia l’impasse

Ok, ci siamo. Il 27 settembre sfilerà a Giugliano il grande corteo contro l’inceneritore. Sarà il vero banco di prova della tenuta civica di questa città. Del resto, se i numeri contano, quelli registrati in queste settimane sono cifre da tabelline. A Piazza Matteotti meno di 500. Alla prima assemblea del “Comitato No Inceneritore Giugliano” a Ponte Riccio meno di 100. Bazzecole rispetto ai 120mila cittadini che potrebbero bloccare una regione per respingere l’arrivo del Leviatano.


Inutile prendersi in giro, dunque: la cittadinanza giuglianese non si è ancora mobilitata. Nelle piazze e nei convegni si sono viste le solite facce: attivisti, associazioni, politici silurati a secco di visibilità, giornalisti, outsiders dell’ecologismo, e tutti gli altri protagonisti, spesso involontari, del grande reality della Terra dei Fuochi. Una fauna ricca, e in alcuni casi onestamente motivata, ma che costituisce una piccola fetta della società giuglianese. Il grande blocco della gente comune è ancora rintanato nelle proprie case.

Così, quando il movimento è per lo più gestito dalle solite figure del panorama locale, il rischio che qualcuno si appropri in maniera indebita della protesta per acquisire consensi o calamitare l’attenzione mediatica è forte. Il pericolo di strumentalizzazioni dietro l’angolo. Un sintomo? Sulla pagina facebook dell’evento del 27 settembre, spunta un battibecco al vetriolo fra i promotori della manifestazione ( Giovani Giuglianesi) e il Comitato No Inceneritore Giugliano. “Venite a illustrare la vostra iniziativa, non sappiamo chi siete”, scrive il Comitato. “Questa iniziativa non ha paternità”, replica Giovani Giuglianesi. Oltre a mettere a nudo l’eterna attitudine italica a dividersi sempre e comunque, laddove sarebbe necessario invece mettere il fronte al riparo da eventuali spaccature, il botta e risposta evidenzia come il tema dell’inceneritore possa diventare impropriamente terreno di conquista. Ma nessuno può vantare diritti di precedenza su una questione così delicata. Dobbiamo stare attenti a non consegnare la protesta nella mani di un gruppo piuttosto che di un altro, visto che eventuali prese di posizione non farebbero che alimentare le divisioni.

A riprova di questo rischio, apprendiamo con dispiacere che alcuni movimenti hanno organizzato nello stesso giorno una manifestazione a Piazza Matteotti. Una fiaccolata di protesta distinta dal corteo. Lotte separate contro lo stesso nemico? Tutte le forze politiche mettano da parte le bandiere e si uniscano alla marcia del prossimo 27 settembre.  Il centrodestra giuglianese comunicherà a breve la propria adesione alla manifestazione cittadina. Altri partiti, invece, restano ancora chiusi in un preoccupante silenzio.