Rifiuti tossici e prodotti cancerogeni, la propaganda anti-vesuvio che favorisce il Nord

Rifiuti tossici e prodotti cancerogeni, la propaganda anti-vesuvio che favorisce il Nord

Secondo il commissario Mario De Biase l’allarme mediatico sui rifiuti tossici sarebbe il frutto di una strategia speculativa messa in atto da alcuni gruppi imprenditoriali per svalutare il prezzo dei terreni agricoli campani. Lo dice nell’intervista di ieri rilasciata al Mattino. L’obiettivo delle lobby del mattone sarebbe quello di deprezzare i lotti che si estendono intorno alle discariche per poterli acquisire a prezzi stracciati.


Complottismo? Fantapolitica? Forse. Sta di fatto che secondo le analisi e i rilievi ufficiali effettuati dagli istituti sanitari, i prodotti agricoli campani sono sani. Persino quelli che crescono intorno alla Resit di Giugliano. Le sostanze cancerogene presenti nelle falde acquifere vaporizzano infatti al contatto con l’aria e non arrivano sulle nostre tavole.

Nessun pericolo serio, insomma. Eppure è dall’emergenza rifiuti scoppiata nel 2008 che viene alimentata una propaganda negativa sui prodotti campani. Un bombardamento mediatico che sta mettendo a rischio uno dei settori alimentari più floridi d’Europa. Caso eclatante fu quello delle “mozzarelle alla diossina” di qualche anno fa. Un allarme finito presto in una bolla di sapone che ebbe come unico effetto accertato il crollo disastroso delle vendite della mozzarella di bufala. Ad avvantaggiarsi furono soprattutto le aziende alimentari del Nord, che registrarono, di contro, un aumento del fatturato. Un’anomalia denunciata nel 2008 dall’ex assessore alla Sanità, Angelo Montemarano, secondo il quale si stava facendo il gioco di quanti volessero sottrarre ai napoletani il business della mozzarella.

L’interesse economico delle regioni settentrionali a deprimere la produzione agricola del Sud sarebbe, del resto, aumentato oggi in piena recessione. La concorrenza nel mercato della frutta si è fatto più spietato e i paesi del Nord dalla campagna mediatica anti-vesuvio avrebbero solo da guadagnarci: prezzi più bassi e aumento di una clientela in calo. Così i campani che gridano ogni giorno all’allarme rifiuti tossici e alla frutta contaminata non farebbero altro che il gioco delle produzioni fuori regione.

Detto questo, stiamo comunque attenti a non irrigidirci troppo su posizioni di stampo neo-borbonico per giustificare quanto di preoccupante c’è nella questione rifiuti. Restano i dati allarmanti sull’esplosione di patologie tumorali e sulla presenza di tantissime discariche abusive. Occorre di certo intensificare i controlli sui prodotti agricoli. A condizione che si faccia, poi, la stessa pubblicità positiva su tutto ciò che di buono e di sano c’è in questa Regione.