“Via i nostri figli dalla classe con il disabile”, richiesta shock dei genitori alla Sequino di Mugnano

“Via i nostri figli dalla classe con il disabile”, richiesta shock dei genitori alla Sequino di Mugnano

MUGNANO – “Al primo giorno di scuola sono venute diverse famiglie a chiedermi di spostare i loro figli per portarli in un’altra


MUGNANO – “Al primo giorno di scuola sono venute diverse famiglie a chiedermi di spostare i loro figli per portarli in un’altra sezione, poichè è stata verificata la presenza di un bambino diversamente abile. Dopodiché hanno prodotto istanza scritta di spostamento di sezione, ma io ho respinto la richiesta e ho concesso il nullaosta per andare in un’altra scuola”. Queste le parole rilasciate dalla preside Maria Loreta Chieffo della scuola elementare Gennaro Sequino di Mugnano che ha denunciato le pressioni ricevute: “Mi sono pervenute da persone molto in vista in città (chiaramente non intendo rifermi ai malavitosi!), e proprio perché parecchio influenti mi aspettavo da loro maggiore sensibilità”.

L’increscioso episodio di intolleranza è avvenuto lunedi mattina, giorno dell’apertura delle attività didattiche. L’istituto Sequino preserva il gruppo di scolari provenienti dalla scuola dell’infanzia, portandolo intatto all’elementare per evitare ai bambini il trauma del passaggio alla nuova realtà. A questo punto le classi vengono integrate con l’inserimento degli altri bambini. Questo, sottolineano dall’istituto, per la salvaguardia della continuità didattica.

“Noi accogliamo i diversamente abili e li sosteniamo con progetti di integrazione. Abbiamo anche molti bambini autistici, e ci impegniamo a proporgli dei percorsi ad hoc per favorirne l’integrazione e sviluppare le loro competenze”.

La direttrice didattica ha risposto con preoccupazione alle nostre insistenti domande, allarmata dal fatto che l’eco dovuta alla diffusione della notizia possa portare alla ribalta il bambino oggetto della discriminazione: “Non voglio fomentare il caso poiché devo difendere la serenità del diversamente abile e della sua famiglia. Rimane l’amarezza anche per i bambini che sono andati via, perché hanno perso la gioia di poter condividere la ricchezza della diversabilità”.