Aumento tumori Terra dei Fuochi, i dati choc del Pascale. Altro che «stili di vita»

A destare maggiori preoccupazioni, fra le varie patologie tumorali monitorate, è soprattutto il tumore al polmone, che nelle donne della provincia di Napoli registra un’impennata del 100 % e del 68 % nella popolazione femminile dell’area casertana (rispetto al 41 % nazionale). Dato reso ancora più allarmante dal fatto che il consumo di sigarette in entrambi territori è cresciuto di poco e comunque in percentuali inidonee a giustificare un incremento così elevato.

Cosa significa tutto questo? Significa che, per ragioni ancora non verificate, ciascuno di noi ha una probabilità di morire di cancro del 47 % maggiore rispetto a chi bazzicava Napoli e provincia nei coloratissimi anni ’80. Ma non è tutto. Dalla valanga di numeri e percentuali che l’istituto Pascale di Napoli ”rovescia” sulla Terra dei Fuochi è possibile ricostruire anche un’altra tendenza: se negli anni ’80 la mortalità per tumore era più alta al Nord che al Sud, negli ultimi dieci anni questo trend si è stranamente invertito. A determinare un capovolgimento del genere non può essere solo la migliore assistenza sanitaria offerta dalle strutture ospedaliere settentrionali o, come sostengono certe teorie pseudo-scientifiche, un peggioramento degli stili di vita degli abitanti del Mezzogiorno.

Dietro il gelo di questi dati si nasconde il dramma di un’emergenza ambientale e sanitaria senza precedenti nella storia italiana. Dimostrare eventuali nessi di causalità fra tumori e sversamenti di rifiuti tossici o roghi nocivi poco interessa. Ciò che urge è la presa di coscienza di una realtà che non può più essere occultata da omertà istituzionali e reticenze politiche. Altrimenti ciascun cittadino potrebbe covare il legittimo sospetto che la classe dirigente degli ultimi decenni sia stata connivente, o che, attraverso dichiarazioni di dubbio valore scientifico – come quelle della Lorenzin o della Colao – stia mettendo in atto una campagna di depistaggio mediatico sull’emergenza campana.

I numeri, insomma, sono più eloquenti di ogni boutade. E soprattutto sufficienti a fare del caso Campania un’eccezione nel panorama italiano tale da giustificare l’applicazione di leggi speciali e il varo di piani di bonifica straordinari. Un risarcimento minimo, in fondo, per un olocausto silenzioso che ha causato decine di migliaia di vittime e che altre ne porterà nelle prossime generazioni. Un marchio impresso nel DNA di milioni di abitanti, costretti a vivere per decenni a contatto con una Chernobyl invisibile che ha modificato la struttura dei nostri geni. Ma ormai non ci sono scuse che tengano. Come la terra sta risputando i veleni che l’hanno intossicata, così la verità nascosta sta tornando prepotentemente a galla.

Marco Aragno
Marco Aragno
Giornalista pubblicista, sono il caporedattore de Il Meridiano News. Ho pubblicato due libri: Zugunruhe (Lietocolle, 2010); Absolute (Con-fine, 2015). Collaboro con Linkiesta.it.

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