Cannavaro pasticcia, il Napoli si ferma a Roma: la capolista vince 2-0

Cannavaro pasticcia, il Napoli si ferma a Roma: la capolista vince 2-0

ROMA – Rimaneggiato, sfortunato, sciagurato. Questo il Napoli che incassa all’Olimpico la prima sconfitta in campionato, e vede volare via a +5


ROMA – Rimaneggiato, sfortunato, sciagurato. Questo il Napoli che incassa all’Olimpico la prima sconfitta in campionato, e vede volare via a +5 la Roma di Garcia trascinata dalla doppietta di Miralem Pjanic.

Benitez deve rinunciare a Zuniga, atteso da un intervento di pulizia al ginocchio, e a sorpresa schiera Mesto a sinistra, con Maggio sulla corsia opposta; davanti a Reina coppia centrale Britos Albiol; in mediana è Inler a far coppia con Behrami, Higuain non è ancora in condizione e parte dalla panchina lasciando spazio a Pandev, al cui sostegno ci sono Insigne, Hamsik e Callejon.

Si parte subito con ritmi alti e pressing a tutto campo, ma la prima emozione la regala dopo 8 minuti l’arrivo in tribuna di Diego Armando Maradona.
Portieri inoperosi per gran parte della prima frazione, Orsato sanziona col giallo un braccio alto di Pandev che difendeva palla su Pjanic in ripartenza, mentre sorvola su una più evidente gomitata di Castan su Callejon al limite dell’area giallorossa. Questione di punti di vista.

Totti accusa ancora il problema alla coscia destra e lascia spazio a Borriello, al 35′ Insigne lancia Pandev verso la porta romanista, De Sanctis non si lascia ipnotizzare e resta in piedi fino alla fine, riuscendo ad ammortizzare la conclusione del macedone; a finalizzare il recupero difensivo e De Rossi, che a pochi centimetri dalla linea spedisce fuori il pallone che si stava comunque avviando verso la rete.

Problemi anche per Britos, spalla dolorante e cambio obbligato: entra Cannavaro, che diventerà suo malgrado protagonista del match da lì a poco.
Prima però c’è un’altra clamorosa occasione per gli azzurri: stavolta si invertono i ruoli, è Pandev a servire una gran palla ad Insigne che controlla, resiste all’evidente fallo di Maicon ma chiude troppo il destro e centra il palo.

Comincia il recupero, Cannavaro stende Gervinho poco prima dell’ingresso in area e viene ammonito, con Totti fuori la posizione diventa ideale per Pjanic: il bosniaco prende bene la mira e infila l’angolino alto alla destra di un Reina inutilmente disteso. La Roma si ritrova all’intervallo in un vantaggio trovato quasi per caso, e proprio per questo ancora più prezioso.

Nella ripresa il Napoli cerca la reazione, Inler da lontano scheggia il palo. Stessa sorte al quarto d’ora per un impalpabile Hamsik, che nell’unica occasione in cui riesce a trovare la ribalta timbra l’esterno dell’incrocio dei pali. E fanno tre legni.

Al 23′ entra Higuain per Pandev, ma l’argentino è palesemente fuori condizione e si vede. Due minuti dopo, però, cala il sipario sulla partita di Cannavaro e del Napoli: il difensore azzurro viene superato nello scatto da Borriello che lo strattona con furbizia, cadendo poi in area sul successivo abbraccio troppo caloroso dell’azzurro. Secondo giallo, disastro completato e calcio di rigore: sul dischetto un freddissimo Pjanic festeggia con la doppietta il primo posto a punteggio pieno e la prima storica qualificazione della sua nazionale ai mondiali. Auguri.

Finisce con la Roma tutta dietro la palla a difendersi con ordine, senza mai rischiare. Sugli spalti i tifosi giallorossi intonano beffardamente ‘o surdato ‘nnammurato, alzando nettamente il livello dei loro cori dopo i vari Odio Napoli e altri inni meno ripetibili.

Per la banda Benitez arriva uno stop di certo non meritato, dopo una prestazione che per almeno un tempo è stata discreta. Restano però le ombre sulla condizione dei precari Higuain e Albiol (che ha stretto i denti per partire titolare), uomini imprescindibili per classe ed esperienza. Restano le perplessità su un evanescente Hamsik, che prolunga il periodo opaco. Resta, soprattutto, il problema Cannavaro.

Tanto da lavorare prima del prossimo match casalingo con il Torino, Benitez ha dalla sua la calma e l’equilibrio per trasmettere ai suoi un messaggio importante: nulla di compromesso, si va avanti con un progetto serio. Sin prisa pero sin pausa.