Giulia, mamma coraggio: «Mia figlia non ha avuto il tempo di scegliere uno stile di vita»

Giulia, mamma coraggio: «Mia figlia non ha avuto il tempo di scegliere uno stile di vita»

GIUGLIANO – Giulia Angelini è una di quelle mamme “coraggio” che è uscita allo scoperto dopo la morte della figlia. Insieme a tante altre mamme della Terra dei Fuochi ha deciso di rompere il silenzio e lottare perché venga a galla la verità sul dramma campano. Giulia ha partecipato ad una diretta radiofonica infuocata su Radio Marte pochi giorni fa che ha fatto molto discutere, nel corso della quale ha accusato la moglie di Caldoro, Annamaria Colao, endocrinologa alla Federico II, di parlare senza cognizione di causa.


Giulia, raccontaci in breve la storia di tua figlia.

Mia figlia Alessia si è ammalata di tumore al cervello nel maggio 2011. Aveva solo 7 anni e mezzo. Dissero subito che non c’era nulla da fare. La diagnosi era che avesse pochi mesi di vita. Diagnosi confermata anche dall’ospedale Pediatrico Gaslini di Genova. Dopo un anno e 17 giorni, se n’è andata, malgrado i trattamenti chemio e radio. Di fronte alla mia storia, sentirmi dire dalla Colao che i tumori sono da addebitare agli stili di vita non ha senso. I bimbi morti per tumore in questa terra non avevano la possibilità di scegliere i loro stili di vita. Necessitavano solo di due bisogni primari: nutrirsi e respirare.

Eppure la Colao dice che non ci sono elementi scientifici solidi che dimostrino il nesso fra inquinamento da rifiuti tossici e tumori.

Io dico solo che quando andavo a Genova, il Gaslini era pieno di bimbi provenienti dalla Campania. A Giugliano ho conosciuto tante altre famiglie che vivevano il dramma di un figlio morto per cancro. Possibile che sia tutto un caso?

Il presidente Caldoro è intervenuto in questi giorni sul dramma dei papà e delle mamme dei figli malati di tumore. Ha detto che “il nostro dolore è anche il loro e che per questo siamo interessati alla verità e concentrati sulle soluzioni al problema”.

Il dolore è solo il nostro.  Non vogliamo nessuna forma di pietismo e commiserazione. La nostra forza di lottare ci è stata data in eredità dai nostri piccoli. Noi continuiamo perché abbiamo il dovere e il diritto di proteggere altri figli. Il prezzo che abbiamo pagato è già stato molto alto e ora non consentiamo più a nessuno di fare sporchi giochi sulla pelle dei nostri cari.

Eppure Velardi vi ha accusato di protagonismo. Ha dato a Patriciello dello sciacallo e voi mamme vi ha descritto come donnone da tv.

Lo ha detto senza immaginare neppure quello che c’è dietro a tutta questa tragedia. Non immaginano neanche quanto ci costi fare un’intervista o posare con le foto dei nostri figli come abbiamo fatto per l’iniziativa “Cartoline dalla Terra dei Fuochi”. Amiamo la nostra terra e come tutti i cittadini non vogliamo rovinare l’economia locale facendo cattiva pubblicità, ma i roghi e gli sversamenti di amianto continuano e molte amministrazioni sono ancora inerti rispetto al problema.

Cosa chiedi alle istituzioni?

Noi vogliamo solo la verità, perché stanno morendo tutti questi bambini? Che cosa dobbiamo dare da mangiare ai nostri bimbi? Perché non si realizza una mappatura di tutti i terreni agricoli per capire se e dove si coltivano cibi contaminati? Non possiamo dare noi le soluzioni, sono loro che devono darci la verità. Con le loro omissioni, i loro silenzi, rompono ogni rapporto di fiducia fra cittadini e politica.

Cosa ti senti di dire alle altre mamme con un figlio malato di tumore?

Loro stanno vivendo una situazione che io ho già vissuto. In quel momento si pensa solo ai figli bisognosi di cure e di supporto psicologico. Devono saper gestire le loro emozioni e i rapporti con gli altri figli, che spesso si sentono emarginati. Chiedo alle mamme di restare unite e di scendere in piazza, di partecipare, di non restare dietro al pc e limitarsi a un semplice “mi piace” ma di rendere concreto il loro contributo.