Melito, sovraffollamento alla materna di via Lavinaio. I genitori protestano

Melito, sovraffollamento alla materna di via Lavinaio. I genitori protestano

MELITO – “Il problema del sovraffollamento delle classi scolastiche incide su un aspetto decisivo, e la dimensione delle classi é un problema sul quale la mia attenzione e quella del Ministero é costante, specie all’inizio dell’anno scolastico”.


 

Questo è quanto affermava alcuni giorni fa il Ministro dell’Istruzione Carrozza rispondendo a un’interrogazione parlamentare alla sulle classi pollaio. Nonostante l’assicurazione del ministro, il problema purtroppo esiste e persiste  in tutta la sua gravità ed a farne le spese sono, come al solito, gli allievi, in primis, e gli  insegnanti e i genitori, poi gli stessi insegnanti e genitori che, per lo stesso motivo, sono sul “piede di guerra” alla scuola dell’infanzia di via Lavinaio a Melito tanto da determinare dure prese di posizioni da parte della Uil Scuola regionale, dei gruppi consiliari del centrodestra (Popolo della Libertà, Melito nel Cuore, Fratelli d’Italia, Movimento Popolare Campano e Intesa popolare) che hanno presentato al sindaco Venanzio Carpentieri una articolata interrogazione. Il plesso in questione, fino a qualche anno fa fiore all’occhiello, da quest’anno è stato accorpato, a seguito del dimensionamento, al Primo circolo didattico tenente Luigi Mauriello. Stessa sorte è toccata alla scuola media Sibilla Aleramo, facendo nascere un nuovo istituto comprensivo.


All’avvio dell’anno scolastico gli insegnanti hanno avuto l’amara sorpresa nel constatare la soppressione di due ambienti che nel passato erano adibiti ad aule.  Le aule sono quindi passate da 12 a 10, creando, a parità di iscritti, in sovraffollamento che determina pessime condizioni di sicurezza e un rallentamento dell’attività didattica.


In pochi mq sono stipati 30/31 allievi impossibilitati a qualsiasi attività ludico-didattica-ricreativa che, è risaputo, è alla base della scuola dell’infanzia e di una programmazione dell’offerta formativa che si rispetti. Naturale, quindi, che alcune insegnanti (per tutelarsi in ordine a precise responsabilità in materia di sicurezza) si siano rivolte alle organizzazioni sindacali e che un nascente Comitato di Genitori si stia attivando per difendere i diritti dei propri figli. Stando a quanto si dice, pare che della questione verrà interessato anche il Ministro Carrozza attraverso una imminente interrogazione parlamentare, tanto più che alcune classi ospitano anche allievi diversamente abili .  A rendere “più calda” la situazione sono state, inoltre, alcune disposizioni della dirigente scolastica che ha ridotto al minimo consentito la dotazione di suppellettili nelle classi,  con la conseguenza che gli insegnanti non sanno dove riporre giochi, giocattoli, guide didattiche, schede e ogni altro materiale indispensabile per rendere gioioso ed accogliente l’ambiente che ospita ragazzi di 4/5 anni. 

 

COMUNICATO STAMPA