Michela Rostan: «Appoggio Cimmino per coerenza»

Michela Rostan: «Appoggio Cimmino per coerenza»

MELITO – Gino Cimmino e Venanzio Carpentieri. Saranno loro due, il segretario uscente (e da qualche giornodimissionario) ed il primo cittadino di


MELITO – Gino Cimmino e Venanzio Carpentieri. Saranno loro due, il segretario uscente (e da qualche giornodimissionario) ed il primo cittadino di Melito, a contendersi la poltrona della segreteria provinciale del Pd napoletano. L’assemblea democratica chiamata ad eleggere il nuovo segretario (e i 350 delegati della provincia di Napoli) si riunirà il prossimo 6 novembre.

Intanto, i due candidati, hanno incassato nei giorni scorsi l’appoggio di diverse anime e personalità presenti all’interno del Partito Democratico. Se Venanzio Carpentieri, che ha già dichiarato di voler «lavorare per l’unità del Pd dando particolare importanza al ruolo degli amministratori locali», è sostenuto dai renziani, dai cuperliani, dall’area dem e da figure quali il consigliere regionale Lello Topo, il parlamentare Salvatore Piccolo e l’europarlamentare Andrea Cozzolino, il suo avversario, Gino Cimmino, può contare sull’appoggio della deputata melitese Michela Rostan, nonchè dell’area più a sinistra dei democrat.

«Ho deciso di appoggiare Gino Cimmino perché intendo proseguire un percorso di coerenza intrapreso oltre due anni fa, quando la segreteria provinciale del Pd usciva da un periodo di commissariamento’’ dichiara senza mezzi termini Rostan. «Io – prosegue la deputata a sostegno della sua tesi – non mi reputo appartenente a nessuna particolare corrente presente attualmente nel Pd. Ho sempre agito in massima autonomia. Dall’altro lato invece, c’è un candidato alla segreteria espresso da capibastone e frutto, al contrario, di un eccessivo correntismo’’. La Rostan ha invece convenuto con Carpentieri che i locali amministratori, i dirigenti ed i circoli vadano tutelati. «Prima di tutto viene il Pd. A volte è dura anche tenere in piedi una locale sezione».

Altra questione sul tavolo è proprio quella delle liste dei delegati. A Melito di Napoli, anche in virtù dell’elezione a deputato della stessa Michela Rostan alle scorse politche (quando il ruolo di Cimmino non era in discussione), non c’è stata univocità. Ne sono state presentate due di 9 nomi ciascuna: una fa riferimento a Carpentieri, l’altra a Cimmino.
«Per confermare quanto dico sull’eccessivo correntismo in uno dei due candidati, ricordo che come capolista a sostegno dell’attuale sindaco di Melito c’è un nome esterno al Pd locale (quello di Francesco Nicodemo, renziano della prima ora) che era dato tra i papabili alla segreteria provinciale. Nell’altra invece, compaiono personalità quali l’attuale presidente del consiglio comunale, il segretario cittadino o il capogruppo in assise, vicini a Cimmino ancora prima che la candidatura di Carpentieri prendesse piede, proprio in nome della coerenza» ribadisce Rostan.

Lo stesso Pd locale, è al centro di un’ ambivalenza di schieramento. All’interno del partito però giurano, si lavora per l’unità di intenti. «Stiamo attraversando una fase di cambiamento iniziato dopo la ricandidatura a sindaco di Carpentieri alle ultime amministrative. Tutto il lavoro iniziato, è stato sconvolto quando il primo cittadino è sceso in campo per la segreteria provinciale. Vogliamo costruire una convergenza graduale ma sostanziale, che duri nel tempo» afferma Alfredo Mariani segretario di circolo del Pd, anch’egli dimissionario (tra i papabili in lizza per la sostituzione si fa il nome dell’ex sindaco Gianpiero Di Gennaro).

«Per quanto riguarda le liste, non potevamo comporne una sola a sostegno del sindaco Carpentieri – argomenta Mariani – questo avrebbe acceso degli inutili riflettori su Melito, facendo passare il concetto, sbagliato, che il Pd melitese agisca con poca trasparenza, visto che durante le scorse elezioni per la segreteria provinciale tra i 12 delegati melitesi che allora potevano essere eletti prima della riduzione a nove, ce n’erano 10 che sostenevano Cimmino e 2 Carpentieri (infatti i due si sfidarono già nel 2012 quando però di fatto il segretario uscente rimase l’unico candidato). Bisogna tutelare il partito ed i suoi rappresentati, anzitutto. Saremo leali chiunque sia il segretario eletto» conclude Mariani.