Pane fuorilegge meglio dei rifiuti tossici: il doppiopesismo dei media nazionali

Pane fuorilegge meglio dei rifiuti tossici: il doppiopesismo dei media nazionali

Sta facendo il giro del web e delle tv nazionali la notizia del sequestro da parte delle forze dell’ordine di 3200 chilogrammi di pane “illegale”. 17 forni non a norma che facevano bruciare pasta e lievito fra chiodi e vernici. Nel rione Sanità sono stati posti i sigilli ad un deposito abusivo pronto a smerciare pane al “mattone” sulle tavole di tanti napoletani. La notizia è stata data in prima serata anche al Tg1.


Cori di indignazione e tripudio di “ooh” nei salotti delle casalinghe di Voghera. Eccola lì, Napoli, pizza e mandolino, preda dei rifiuti e del malaffare. In fondo, nessuno mette in dubbio che il fatto sia curioso e accattivante. I procacciatori del frivolo nel mondo del giornalismo sono sempre all’opera. Ciò che inquieta è l’accanimento da parte dei media nel riportare solo quelle notizie che possano confermare i luoghi comuni sul Sud del Belpaese, eretti come tanti bastioni a difesa della coscienza dell’italiota medio. Se la Sicilia è sinonimo di Mafia, Napoli deve esserlo di pizza, monnezza e alimenti tossici. A certe equazioni, ca va sans a dire, non è possibile sfuggire.

Ed è per questo che i mezzi di distrazione di massa, sentinelle ufficiali del Silenzio di Stato, si guardano bene dallo “sfornare” le notizie più scomode, cioè quelle che potrebbero gettare un’ombra inquietante sul Nord e mettere a rischio l’unità di una Nazione retta da un sistema ben congegnato di menzogne. A cosa ci riferiamo? Alla solita Terra dei Fuochi, ovvio. Solita per noi, ma meno per loro. Servizi sull’incremento del tasso di mortalità per tumori alle nostre latitudini? Macché, manco a pagarli. Così come poco interessano anche i processi giudiziari sul traffico di rifiuti tossici dal Triangolo industriale al Triangolo della morte. Ancor meno, poi, fanno notizia le decine di migliaia di cittadini che si sono riversate in strada a protestare fra Napoli e Caserta.

Risultato? La reputazione del Nord resta linda e immacolata come il culetto di un bimbo. Il Sud, invece, continua a sprofondare nei suoi problemi e a vivere da parassita, a rimorchio di un settentrione-padrone pur sempre benevolo con i suoi concittadini più sfortunati. La storia si ripete, dunque. La menzogna pure. Tanto, come diceva Einstein, sarà più facile scindere un atomo che abolire un pregiudizio.