Refezione scolastica a Villaricca, i genitori dicono NO a tariffe differenziate

Refezione scolastica a Villaricca, i genitori dicono NO a tariffe differenziate

VILLARICCA – La mancata copertura dei costi per la refezione scolastica per i bambini non residenti a Villaricca sta scatenando molto contestazioni


VILLARICCA – La mancata copertura dei costi per la refezione scolastica per i bambini non residenti a Villaricca sta scatenando molto contestazioni tra i genitori, che condannano la decisione dell’amministrazione comunale di differenziare, da quest’anno, le tariffe per i pasti.

«Sono di Villaricca ma vivo a Giugliano. Ho due bambine che frequentano la scuola materna Rodari di via Della Libertà e ritengo che sia stata fatta una discriminazione tra gli scolari», dichiara Giuseppe Migliaccio. «Non possono esserci bambini che mostrano ticket di colore diverso – continua – mi sono consultato anche con i Servizi sociali di Giugliano e mi è stato fatto notare che c’è la legge regionale n. 30 del 26 aprile 1985 che vieta questo tipo di discriminazione».

L’assessore all’Istruzione di Villaricca Giovanni Granata ha negato che si sia trattato di discriminazione ed ha sottolineato la necessità di far fronte alle difficoltà economiche privilegiando chi contribuisce al gettito fiscale comunale. Ma a pesare per le tante famiglie che vivono nei comuni limitrofi è proprio la disparità di condizioni.

«Sono disposto a pagare di più per il ticket ma deve essere lo stesso per tutti. Si parla forse di uno sconto per chi non risiede a Villaricca ma non basta», continua Migliaccio, che racconta anche della solidarietà dimostrata dalle mamme della città: «Ieri, su 300 alunni della scuola materna frequentata dalle mie figlie, solo in pochi hanno usufruito del servizio mensa. Tutti i genitori hanno voluto dimostrarci la loro vicinanza con questo gesto».

L’attenzione va quindi anche ad un problema legato alla mancata compartecipazione delle spese per la refezione scolastica: «Si dice che se i bimbi di Giugliano e di altri comuni non dovessero acquistare i ticket, l’azienda che si occupa del servizio mensa potrebbe defilarsi il prossimo anno».

Intanto, a complicare le cose, potrebbe essere una pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, che con sentenza n. 9538/2005, ha stabilito che i comuni non possono stabilire tariffe diverse per i buoni pasto a seconda della residenza degli studenti.