Rimborsopoli in Regione, in arrivo una nuova bufera

Rimborsopoli in Regione, in arrivo una nuova bufera

NAPOLI – Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla Rimborsopoli della Regione Campania. Pronti a partire i procedimenti della Procura di Napoli. Oramai le indiscrezioni dal tribunale cominciano a filtrare, sembrano non convincere le versioni fornite dai singoli consiglieri ascoltati dal pubblico ministero Giancarlo Novelli. Si sospetta che le dichiarazioni dei vari esponenti politici siano state artefatte, un’ipotesi che se dovesse essere confermata configurerebbe il reato di inquinamento delle prove.


Diverse potrebbero essere state le infrazioni commesse dai consiglieri regionali campani: dalla contraffazione dei rimborsi spese sino alle versioni concordate telefonicamente tra i politici sott’accusa. Nel caso in cui fossero riscontrate queste eventualità gli inquirenti sono pronti a ricorrere all’applicazione di misure cautelari di natura interdettiva. L’inchiesta sul presunto peculato in Regione partì quest’estate ai primi di luglio.

A coordinare le indagini è il procuratore aggiunto Francesco Greco. Secondo l’accusa 53 consiglieri regionali avrebbero chiesto il rimborso pubblico a fronte di spese personali per un totale di 2 milioni di euro. Sotto la lente di ingrandimento gli scontrini e le fatture del triennio 2010-2012. Nei provvedimenti notificati dal Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle nella sede consiliare, non risulta il nome del Governatore Stefano Caldoro.