Sapna senza soldi, ultimatum di Angelone: «Gli Stir chiuderanno, sarà di nuovo emergenza rifiuti»

Sapna senza soldi, ultimatum di Angelone: «Gli Stir chiuderanno, sarà di nuovo emergenza rifiuti»

GIUGLIANO – Enrico Angelone, amministratore delegato della società Sapna, invia un ’ultimatum al presidente della Provincia Pentangelo, al governatore Caldoro, e al


GIUGLIANO – Enrico Angelone, amministratore delegato della società Sapna, invia un ’ultimatum al presidente della Provincia Pentangelo, al governatore Caldoro, e al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

A due mesi dalla riunione tenutasi in prefettura dove si era stabilito che i comuni coinvolti saldassero i loro debiti, attraverso un’intervista a Repubblica Angelone fa sapere che ad oggi nulla è accaduto. La Sapna è titolare di crediti verso gli stessi comuni per una cifra di oltre 98 milioni di euro. Di questi, 44 sono dovuti dal comune di Napoli, mentre Giugliano è indebitata per circa sei milioni e mezzo.

I fornitori sono decisi a sospendere il servizio di trasporto dei rifiuti e di conseguenza gli impianti aziendali (Stir) saranno costretti a chiudere.
Il lavoro svolto dalla Sapna è relativo alla gestione degli Stir di Giugliano e Tufino, ma anche alla custodia dei siti cosiddetti sensibili – ben sette – dove sono allocate le ecoballe, e delle discariche dismesse (Terzigno, Chiaiano, Villaricca).

Angelone precisa che si sta attendendo la convocazione da parte del prefetto per fare il punto della situazione. “Restano circa 20 giorni e poi gli impianti chiuderanno”. Anche le proroghe che si vogliono concedere non avranno effetti risolutivi, ma prolungheranno solo il disagio che si è avviato.

A fronte di tasse tra le più alte in Europa, in Campania non ci sono impianti per il ciclo integrato dei rifiuti, e ciò comporta ulteriori aggravi per il trasporto del materiale differenziato in altre regioni o nazioni. Per l’amministratore delegato di Sapna, inoltre, bisogna risolvere il problema ecoballe: la mancata costruzione del termovalorizzatore a Giugliano potrebbe infatti comportare un trasferimento all’estero stimato – per tutte le procedure del caso – nella esorbitante cifra di 750 milioni di euro, ed una durata di almeno trent’anni.