Serrande chiuse, le attività commerciali di Melito sempre più in crisi

Serrande chiuse, le attività commerciali di Melito sempre più in crisi

MELITO – Le grinfie della crisi economica sono sempre più strette. Il settore commerciale è sempre più in difficoltà e l’annunciata chiusura,


MELITO – Le grinfie della crisi economica sono sempre più strette. Il settore commerciale è sempre più in difficoltà e l’annunciata chiusura, in queste ore, della centenaria libreria Guida di Port’Alba, a Napoli, ne è l’ennesima riprova.
Diversi i settori in crisi a livello nazionale. Tra i più colpiti quello alimentare (dalle bevande ai tabacchi) che ha fatto registrare un calo dei consumi del 5%, ma anche dei beni che riguardano la cura della persona, con un calo del 3% (dati aggiornati all’agosto 2013).

Melito, popoloso comune a nord di Napoli, in questo senso non fa certo eccezione.
Negli ultimi mesi infatti, sono diversi gli esercizi commerciali che hanno deciso di chiudere i battenti. Due i fattori principali: i costi di gestione e le tasse alte, a cui si aggiunge un potere d’acquisto delle famiglie al contrario sempre più basso.

Anche per Melito, diamo alcune significative percentuali: il settore alimentare è calato del 10-15%, l’abbigliamento del 40% e i beni di lusso addirittura del 60%.
Gli stessi esercenti chiedono misure per evitare l’implosione: «Sarebbe opportuno un listino prezzo univoco relativo ai diversi settori cosìcchè la concorrenza sia leale», ci dice il titolare di un negozio di parrucchiere in Corso Europa.
«Questa zona – prosegue – è diventata un mortorio. Se prima era conosciuta come una delle strade dove il commercio era florido, ora dopo un certo orario, le luci quasi mancano. La crisi ci sta rovinando. Tra tasse alte, costi e manodopera, andare avanti è diventato impossibile».

In questa parte della città, a pochi passi l’uno dall’altro, un negozio gestito da cinesi, un bar ed una Pharmasanitaria hanno chiuso i battenti. Non solo: un po’ in tutto il territorio melitese, non è infrequente vedere cartelli “fittasi” o “vendesi”.

Il trend negativo ce lo conferma Antonio Papa, presidente della locale Confcommercio: «Oramai la crisi è stringente. E’difficile oggi gestire un’attività. E’ necessario dare impulso ai commercianti».
Lo stesso Papa, elenca una serie di priorità, individuate dalla Confcommercio per invertire il trend negativo. Tra questi: la regolarizzazione della sosta a pagamento, con l’istituzione dei parcheggi (pare che l’amministrazione sia intenzionata ad indire una gara europea da completare entro 6 mesi), o la presenza della polizia anonaria con almeno 2 unità che controlli il normale svolgimento delle attività di vendita.

«Abbiamo poi discusso con il sindaco Carpentieri e gli assessori all’Ambiente e alle Attività Produttive – prosegue il presidente dell’associazione di categoria – della necessità di salvaguardare il mercatino rionale. Chiediamo la pulizia dell’area (nella quale recentemente sono state rinvenute tracce di amianto, con l’ipotesi, già annunciata, di bloccare il mercato nella data di venerdì 25 ottobre se l’eternit non sarà rimosso), il rilascio dell’autorizzazione a chi nel mercatino è legittimato a vendere la propria merce e la delocalizzazione degli ambulanti, da spostare così in un’area adatta. Questo consentirebbe il pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico ed un sicuro incasso per l’Ente Comunale. In questo senso, si è chiesto anche di garantire un mercatino giornaliero prettamente per il settore alimentare, tra i più colpiti dalla crisi».

Inoltre, pare che il Comune di Melito sia disponibile a spacchettare l’ultima rata della Tarsu (aumentata addirittura del 300% per osterie, pub e pizzerie) prevista per il prossimo dicembre, in ulteriori 3 rate. Ma il tutto dovrà essere approvato in Consiglio Comunale.
«Speriamo di poter constatare i progressi per quanto riguarda la città rispetto a quanto promesso dall’amministrazione della quale ho apprezzato la disponibilità ad un incontro diretto. Ma resta il problema della poca conoscenza del territorio da parte degli assessori tecnici scelti dal Sindaco», conclude Papa.