Terra dei Fuochi, Coldiretti: «Basta allarmismi, le istituzioni diffondano dati certi»

Terra dei Fuochi, Coldiretti: «Basta allarmismi, le istituzioni diffondano dati certi»

NAPOLI – Le istituzioni facciano subito chiarezza e diffondano “dati certi” sugli scandali dei rifiuti della ‘terra dei fuochi’ e ciò per tutelare agricoltori e consumatori altrimenti un intero comparto in Campania andrà definitivamente al tappeto. É l’allarme che lancia la Coldiretti Campania in una lettera inviata al presidente della Giunta, Stefano Caldoro, agli assessori Daniela Nugnes (Agricoltura) e Giovanni Romano (Ambiente) e ai sindaci dei comuni interessati.


Si sta ”diffondendo il terrore tra la popolazione” scrivono Prisco Lucio Sorbo e Gennarino Masiello, direttore e presidente della Coldiretti Campania, tutto questo senza dati reali su cui fare affidamento. I dirigenti regionali della Coldiretti chiedono i dati e la chiarezza perchè “nulla o poco più sappiamo del reale impatto dello sversamento e dei roghi di rifiuti tra il Napoletano ed il Casertano; eppure tra la popolazione si sta diffondendo il terrore, l’economia di questi territori è già letteralmente in ginocchio”.

“Per questo facciamo appello alle istituzioni campane a ogni livello: tirate fuori i dati sull’inquinamento della terra dei fuochi e sui prodotti coltivati in quella zona”. Solo facendo chiarezza” su può placare “questa ondata di allarmismo che rischia di mettere in ginocchio l’economia dei nostri territori” scrive la Coldiretti nella lettera alla regione Campania. “Dire, infatti, che i cibi e le terre campane sono tutte inquinate è un’affermazione grave e falsa perchè al momento non basata su dati certi; è evidente che è all’opera il partito degli speculatori che in maniera parassitaria, come in ogni tragedia, cavalca ed enfatizza le paure della gente per puri scopi personali”.

Intanto attraverso il loro profilo Facebook, Le Iene, dopo il servizio andato in onda la settimana scorsa chiariscono: “Non abbiamo prove”. “Pur non dubitando delle parole dei contadini, non abbiamo le prove oggettive che quel pomodoro o quella melanzana siano partiti da quel campo e che siano finiti in quel minestrone surgelato o in quel barattolo di passata”.