La vittoria di Carpentieri tra polemiche e ricorsi, restano nette le spaccature nel PD

La vittoria di Carpentieri tra polemiche e ricorsi, restano nette le spaccature nel PD

NAPOLI – Dallo scorso weekend, il sindaco di Melito Venanzio Carpentieri è stato investito del ruolo di segretario provinciale del Partito Democratico.


NAPOLI – Dallo scorso weekend, il sindaco di Melito Venanzio Carpentieri è stato investito del ruolo di segretario provinciale del Partito Democratico. Carpentieri, che ha potuto contare su un fronte ampio, dall’area che fa riferimento a Matteo Renzi, a quella di Gianni Cuperlo (un’ eccezione, vista la contrapposizione dei due per la segreteria nazionale democratica), dai pittelliani all’area dem e da personalità come Lello Topo, ha sconfitto con poco più del 65% dei consensi, Gino Cimmino, il segretario uscente, sostenuto invece dall’area più a sinistra del partito, il quale ha ottenuto comunque un buon 35% risultato, forse insperato alla vigilia.

Ma le percentuali per i due sfidanti, in attesa della ratifica dell’assemblea provinciale del prossimo 5 novembre, potrebbero variare. I cimminiani, infatti, sono intenzionati ad inoltrare ricorsi per alcuni circoli Pd dell’hinterland partenopeo come Portici, Soccavo o Casoria, nei quali le operazioni di voto, a loro dire, non sarebbero state regolari.

Per quanto riguarda le sezioni democratiche dell’area a nord di Napoli Carpentieri ha goduto dei favori della maggioranza degli iscritti al Pd. Anche i nuovi responsabili locali dei circoli, confermano l’ampia convergenza sul suo nome: Giuliano Quaranta a Giugliano, Elisabetta Riccio a Mugnano, Matteo Morra a Marano, Giuliano Arabia a Villaricca, sono tutti espressione delle componente vicina a Carpentieri, specialmente di quella ‘topiana’.

Unica parziale eccezione Melito, dove Gino Cimmino ha tenuto testa, grazie anche all’appoggio della deputata locale Michela Rostan, e Carpentieri è risultato avanti soltanto per una manciata di voti. Anche il segretario melitese Pd Alfredo Mariani, nonostante i buoni rapporti con il sindaco di Melito, era candidato delegato per la lista Cimmino.

Questo risultato del comprensorio, e forse sta qui il dato importante, dovrebbe costituire un vantaggio per Carpentieri, intenzionato, come ricordato in questi giorni «a voler radicare saldamente il Pd in tutte le aree della provincia, rinnovandolo nei metodi e nei contenuti, a valorizzare le tante, valide risorse presenti tra gli iscritti e gli amministratori». Alcuni però, avanzano dubbi sull’effettiva capacità di Carpentieri di tenere unite le varie correnti di un partito che non ha mai mostrato, specialmente a Napoli e in Campania, grande prova di unità.

Dunque, le componenti che hanno appoggiato Carpentieri, daranno la possibilità al nuovo segretario di programmare e lavorare per il restyling del Pd? O al contrario ci saranno spaccature e nuove contrapposizioni mai del tutto sopite nel partito? Dal canto suo invece, Cimmino, la cui componente risulta essere a Napoli ancora forte, dichiara, in attesa dei ricorsi, di essere «molto soddisfatto del risultato raggiunto» constatando quanto «la vera forza emersa è quella dei tanti circoli territoriali che credono in questa battaglia per liberare il Pd dal peso delle ipoteche».