Tragedia Irpinia, un dolore che costa pochi spiccioli: 125 mila euro alle famiglie delle vittime

Tragedia Irpinia, un dolore che costa pochi spiccioli: 125 mila euro alle famiglie delle vittime

AVELLINO – 40 vite spezzate la sera dello scorso 28 luglio 2013. Il dolore dei parenti, lo strazio dei sopravissuti, l’inchiesta della


AVELLINO – 40 vite spezzate la sera dello scorso 28 luglio 2013. Il dolore dei parenti, lo strazio dei sopravissuti, l’inchiesta della procura per omicidio plurimo e disastro colposo ed ora la notizia che la vita di quelle persone che tornavano spensierate da una gita varrebbe 125 mila euro.

I parenti delle vittime hanno infatti scoperto che il massimale previsto dall’assicurazione del pullman in caso di incidente era di 5 milioni di euro. Una somma che divisa per la triste conta dei morti è a dir poco irrisoria e che aumenta la rabbia di chi quella sera ha perso una o più persone care.

«Non è ammissibile che la legge Italiana consenta alle compagnie assicurative massimali tanto ridicoli per mezzi che possono arrivare a trasportare 90 e più persone» dichiara Ermes Trovò, amministratore di studio 3A, società di infortunistica stradale che segue alcuni familiari delle vittime della tragedia.

Commenta anche Luigi Cipriano, presidente di Aneis (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale): «Questa è l’ennesima conferma dell’inadeguatezza del Codice delle Assicurazioni, che va modificato e corretto. E’ una vergogna pensare che i familiari delle vittime vengano risarciti con pochi spiccioli, oltretutto in tempi biblici causa una giustizia lenta ed approssimativa, incapace di individuare con rapidità le responsabilità».

Unici punti fermi fino ad oggi sono il mal funzionamento dell’impianto frenante dell’autobus e i tirafondi usurati del new jersey che non hanno tenuto e quel dolore per chi non c’è più che il tempo non affievolisce. E così mentre alcuni sopravissuti resistono in un letto di ospedale, mentre la procura continua con le indagini alla sofferenza di chi è rimasto si aggiunge l’indignazione per un risarcimento che suona come una beffa.