Tumori e rifiuti, post choc di Mario Adinolfi: «I Campani un popolo di merda»

Tumori e rifiuti, post choc di Mario Adinolfi: «I Campani un popolo di merda»

ROMA – Frase choc del giornalista e deputato Mario Adinolfi comparsa in queste ore sulla sua bacheca facebook. “Si sono fatti devastare tacendo dalla camorra che ha interrato per anni rifiuti tossici, ora fanno le manifestazioni. Che popolo di merda”. In un lungo editoriale dal titolo “Il popolo di merda” rincara poi la dose con una domanda retorica che ha il sapore di un’accusa: “Perché in Italia si sotterrano milioni di metri cubi di rifiuti tossici per anni per mano di una organizzazione criminale capillarmente diffusa e sostenuta, poi oggi si protesta?”. Una frase scandalosa, vista la tragedia che si sta consumando nella Terra dei Fuochi e che sta mietendo migliaia di morti di cancro.


Ad Adinolfi sarebbe giusto replicare: che colpa hanno i bambini malati di leucemia se non quella di essere nati nella Terra Dei Fuochi? In che modo avremmo potuto evitare questo disastro se la criminalità organizzata, con la complicità delle aziende settentrionali e di politici corrotti, ha avvelenato la nostra regione? I campani che abitano fra Napoli e Caserta erano davvero consapevoli del disastro che si stava perpetrando ai propri danni, o non sono stati vittime anche loro del grande inganno che drogava l’economia italiana?

La frase di un rappresentante del popolo italiano fa inorridire e getta un’ombra inquietante sulla salute dell’opinione pubblica. Sarebbe doveroso chiedere ad Adinolfi dove fossero i giornalisti e le testate che hanno saccheggiato i finanziamenti pubblici senza denunciare la mafia che si mangiava pezzi delle istituzioni e la criminalità organizzata che si infiltrava in ogni ganglo dello Stato. Perché giornali e tv non indagarono sui traffici di rifiuti che viaggiavano da Nord a Sud fra la fine degli anni ’80 e i ’90? Perché nessun giornalista coraggioso non andò a ficcare il naso nelle aziende del Nord che smaltivano i propri rifiuti a costi risibili esibendo bilanci candidi e profumati? Come direbbe Montale, in una famosa poesia de “La Bufera e Altro”, nessuno è incolpevole. Tanto meno un giornalista e parlamentare italiano come Adinolfi, che sbraita dalla sua pagina facebook imprecando contro un popolo che sta lentamente morendo per i danni inferti da altri italiani.