Amente: «Melito è ferma, questa amministrazione non sta producendo nulla»

Amente: «Melito è ferma, questa amministrazione non sta producendo nulla»

MELITO – «La città è ferma. L’attuale primo cittadino e la sua amministrazione non stanno producendo nulla ed ora che Carpentieri è divenuto segretario provinciale del Pd, un impegno gravoso, Melito soffrirà ancora di più». Non usa mezzi termini l’ex sindaco Antonio Amente per definire questi primi mesi del nuovo corso Carpeniteri, rieletto a giugno 2013 primo cittadino melitese.


Per Amente, all’interno della maggioranza hanno prevalso «le beghe interne e giochi d’interesse e di potere politico. Restano irrisolti alcuni nodi, come quelli relativi alla piscina comunale, progetto approvato dalla mia amministrazione, il campo sportivo, la redazione di un Piano Regolatore generale per il nuovo assetto del territorio, la costruzione di parcheggi. Il governo cittadino del centro-sinistra si è solo distinto per aver aumentato l’addizionale Irpef, da me abbassata sino allo 0,2 per mille e la Tares, in un periodo di forte crisi per le famiglie».

Per l’esponente Pdl, «l’attuale giunta non conosce nulla di come si amministra un comune. Un partito come il Pd, ad esempio che ha conseguito più di 4.000 voti in campagna elettorale, non è attualmente rappresentato. Il centro-destra farà ora un’opposizione vera, dura, ascoltando le istanze della gente». Per Amente, «al ballottaggio, quando ha votato solamente il 40% dei melitesi, Carpentieri ha raggiunto il 21% dei consensi, io il 20. Quindi non c’è convergenza sul suo nome».

L’ex sindaco, torna poi a parlare della vicenda che ha concluso anzitempo la sua amministrazione, il 24 gennaio 2011. «Come già ho avuto modo di ribadire in  due consigli comunali alla presenza di un maresciallo dei Carabinieri e dei membri della commissione antimafia Pd come Andrea Orlando, Luisa Bossa e Salvatore Piccolo, nel 2011 l’amministrazione Carpentieri non sarebbe mai nata senza gli interventi delle forze camorristiche presenti sul territorio. Lo stesso Piccolo già, nel 2005 invitava sui giornali il sindaco Gianpiero Di Gennaro e l’allora capogruppo della Margherita Venanzio Carpentieri a dimettersi perché ci sarebbe stato lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche».

Anche autorevoli esponenti della sinistra «come Bernardino Tuccillo, ex sindaco di Melito ed ex assessore al Comune di Napoli, l’ex sottosegretario Isaia Sales e lo scrittore Roberto Saviano parlarono delle vicende di Melito. Senza dimenticare l’attuale senatrice del Pd Rosaria Capacchione che affermò quanto le minacce a Carpentieri, se ci sono state, sono dovute ad impegni non mantenuti. Indubbiamente – conclude Amente – Carpentieri rispetto a queste vicende ha delle responsabilità dal punto di vista morale».